Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Matteo Ricci

di Bernardo Valli

Rabelais ironizza sull'arte della memoria in voga tra i contemporanei, nel Cinquecento. Il suo Gargantua, allievo di Holopherne, sa recitare a memoria interi testi di grammatica, anche i più oscuri, complicati, contorti. E fa altrettanto con i dotti libri di famosi eruditi: Gualehaut, Hurtebise e Tropditeux. Li può recitare anche alla rovescia, cominciando dalla fine. Ma se gli si chiede qualcosa di intelligente "non gli si cava una parola, come non esce un peto da un asino morto".

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