Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Discorsi di saluto al Convegno internazionale “Scienza ragione fede. Il genio di P. Matteo Ricci”

Mons. Claudio Giuliodori - Saluto
Vescovo di Macerata – Tolentino – Recanati – Cingoli – Treia

Con questo Convegno si arricchisce lo spettro delle iniziative per celebrare e approfondire la straordinaria figura del nostro concittadino P. Matteo Ricci nel IV Centenario della sua morte. Non è un caso se attorno a questa ricorrenza prendono corpo tante iniziative importanti e qualificate in ogni parte del mondo. Ovunque si registra un interesse che va al di là di ogni aspettativa, come avvenuto nella sede dell’Unesco a Parigi, lo scorso 16 febbraio, dove oltre 700 persone sono intervenute alla presentazione del Docufilm e della mostra itinerante dedicati al gesuita maceratese. Una grande attenzione si registra attorno alle mostre, sia per quella realizzata dal 30 ottobre 2009 al 24 gennaio 2010 presso il Braccio di Carlo Magno in Vaticano sia per quelle che si stanno svolgendo in Cina a Pechino, Shanghai e Nanchino. C’è attesa per le giornate dell’amicizia con i cinesi e soprattutto per l’udienza che il Santo Padre ci ha concesso sabato 29 maggio. Anche la stagione lirica dello Sferisterio Opera Festival, incentrata sul tema “A maggior gloria di Dio” che richiama il motto dei gesuiti, quest’anno renderà omaggio a P. Matteo Ricci. Grande interesse c’è anche per la causa di beatificazione di P. Matteo Ricci che ha ripreso il suo iter il 24 gennaio scorso.

Il tempo non sembra ridimensionarne la rilevanza, piuttosto ne fa emergere la grandezza sotto molteplici profili. Quanto più approfondiamo la conoscenza della sua statura umana e spirituale tanto più ci rendiamo conto di trovarci di fronte ad un vero gigante della fede e del dialogo culturale. Sorprende e affascina soprattutto il fatto che il suo pensiero e la sua poliedrica azione missionaria risultino quanto mai attuali e moderni, oserei dire: più legati al futuro che al passato. Per questo, tra le altre iniziative abbiamo pensato, con i vari soggetti promotori, che ringrazio per la loro disponibilità e collaborazione, di proporre un Convegno che leggesse l’impresa del Ricci anche alla luce di alcune questioni che sono quanto mai attuali.

In particolare, questa serata inaugurale vuole esser un omaggio alla contemporaneità di P. Matteo Ricci. Ringrazio il Card. Ruini, Presidente del Comitato per il Progetto culturale della Chiesa Italiana, ma soprattutto una delle menti più illuminate del nostro tempo, per averci fatto dono della sua presenza e della sua riflessione sul rapporto tra “Ragione, Cultura e Fede”, un aspetto decisivo per il tempo e la missione del Ricci ma ancor più per la nostra epoca. Tra le vie percorse da P. Matteo Ricci per intessere un proficuo dialogo con i cinesi e, in particolare, con gli intellettuali, c’è quella dell’astronomia e più in generale delle scienze. Su questo aspetto, non meno attuale del precedente, avremo la gioia di ascoltare uno dei massimi esperti, il Prof. Bersanelli.

Credo che non potevamo aprire il Convegno in modo migliore, considerando quanto P. Matteo Ricci, scriveva in una della sue ultime lettere il 15 febbraio 1609 al P. Francesco Pasio sottolineando come la ragione e le scienze non sono in contrapposizione alla fede. Non ostacolano il credere ma ne costituiscono una via privilegiata come lui stesso ha potuto constatare e sperimentare nella sua missione: “sono i cinesi di bello ingegno naturale et acuto; il che si vede bene ne' loro libri, ne' discorsi, nelle vesti di tanto artificio che fanno e nel governo di questa macchina, che fa stupire a tutto questo Oriente. Laonde se gli potessimo insegnare le nostre scientie, non solo havrebbono a riuscire in esse huomini molto eminenti, ma anco per mezzo di esse gli indurremmo facilmente alla nostra santa legge e mai si scordaranno di un beneficio sì grande”. E sono certo che anche a noi oggi, grazie a P. Matteo Ricci, questo convegno porterà un beneficio davvero grande.

Gianfranco Ghirlanda SJ
Rettore della Pontificia Università Gregoriana

Gianfranco Ghirlanda è nato a Roma nel 1942. Lureato in Giurisprudenza alla Università degli studi di Roma “La Sapienza” nel 1966, nello stesso anno è entrato nella Compagnia di Gesù, dove è stato ordinato sacerdote nel 1973. Dopo aver conseguito la Licenza in Filosofia, il Baccalaureato in Teologia e la Licenza in Diritto Canonico, nel 1978 ha conseguito il Dottorato in Diritto Canonico nella Pontificia Università Gregoriana.

Dal 1976 è docente del corso istituzionale di Diritto Canonico nella Facoltà di Teologia della Grego­riana, dal 1986 è Professore Ordinario nella Facoltà di Diritto Cano­nico della stessa Università.

Dal 1993 al 1995 è stato Direttore della pubblicazione “Periodica de re canonica”; dal 1995 al 2004 è stato Decano della Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Gregoriana; dal 2004 è Rettore della stessa Università.

Dal 2008 è Presidente della CRUPR (Conferenza dei Rettori delle Università Pontificie Romane).

Il P. Ghirlanda è consultore della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e per le Società di Vita Apostolica (dal 1987); del Pontificio Consiglio per i Laici (dal 1990); della Congregazione per l'Evangelizzazione dei popoli (dal 1993); della Congregazione per il Clero (dal 1995); del Pontificio Consiglio per i testi legi­slativi (dal 1997); della Congregazione per i Vescovi (dal 1999); della Congregazione per la Dottrina della Fede (dal 2003) e della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (dal 2005). Referendario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica (dal 2000).

Contributi rilevanti alla scienza canonistica sono la sua tesi dottorale “Hierarchica communio”. Significato della formula nella “Lumen Gentium”, pubblicata nella Collana “Analecta Gregoriana” (Ed. PUG, Roma, 1980), il suo libro Introduzione al diritto ecclesiale (Ed. Piemme, Casale Monferrato, 1993) e il volume Il diritto nella Chiesa. Mistero di Comunione. Compendio di diritto ecclesiale (Ed. San Paolo, Cinisello Balsamo – Ed. Pontificia Università Gregoriana, Roma, 2006, 4a ed.).

Il P. Ghirlanda è inoltre autori di numerosi articoli in riviste specializzate, di voci in Enciclopedie e Dizionari e di contributi in opere collettive.

Don Mario Florio – Saluto
Preside dell’Istituto Teologico Marchigiano (aggregato P.U.L.)

In qualità di Preside dell’Istituto Teologico Marchigiano, aggregato alla Facoltà di S. Teologia della Pontificia Università Lateranense, sono lieto, a nome delle Autorità accademiche che ho l’onore di rappresentare, di porgere il più cordiale saluto a tutti i partecipanti a questo Convegno, in particolare alle autorità ecclesiastiche presenti, a S. Eminenza il Cardinale Camillo Ruini, al Presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana, S. E. R. Mons. Luigi Conti, Moderatore dell’Istituto Teologico Marchigiano e al Vescovo di questa Diocesi S. E. R. Mons. Claudio Giuliodori, e alle autorità accademiche qui presenti in rappresentanza delle rispettive Università e Atenei, in particolare al Magnifico Rettore dell’Università di Macerata, Prof. Roberto Sani, e al Magnifico Rettore della Pontificia Università Gregoriana, P. Gianfranco Ghirlanda, S. J.

Sento di dovere esprimere un sentito ringraziamento a S. E. R. Mons. Claudio Giuliodori, Vescovo della Diocesi di Macerata – Tolentino – Recanati – Cingoli – Treia, per aver promosso con tenace impegno e instancabile dedizione, in sinergia con tante Istituzioni sia civili che ecclesiastiche, questo evento accademico e molteplici altre iniziative per la celebrazione del quarto centenario della morte del gesuita e missionario maceratese, P. Matteo Ricci. Grazie inoltre per aver coinvolto l’Istituto Teologico Marchigiano nella preparazione di questo Convegno, sin dai primi passi della sua progettazione e nella sua stessa celebrazione.

Devo la mia prima conoscenza della figura e degli scritti di Li Madou ad un incontro con Mons. Otello Gentili, Sacerdote di questa Diocesi e attento studioso della persona e dell’opera del Ricci, che ormai 25 anni fa mi introdusse alla conoscenza di questo grande missionario dell’epoca moderna. In quel periodo cominciavo ad interessarmi da studente di teologia del primo ciclo all’evangelizzazione delle culture e alla inculturazione della fede. Mi mise a disposizione l’edizione delle Fonti Ricciane pubblicata negli anni quaranta presso l’Accademia dei Lincei a cura del gesuita P. Pasquale D’Elia. Non mi sembrava vero di avere tra le mani testi così preziosi per la mia ricerca! Da lì, avendo a disposizione anche l’edizione in due volumi delle opere ricciane – I Commentarj della Cina e Le lettere dalla Cina - a cura del gesuita P. Pietro Tacchi Venturi, è iniziata per me la feconda scoperta dei tesori nascosti in questo uomo di fede, appassionato all’evangelizzazione e al dialogo con la cultura cinese.

Sono certo che questo Convegno, nelle sue tre sessioni, grazie all’alto contributo scientifico degli studiosi che interverranno, potrà fare progredire la nostra comune conoscenza della poliedrica ricchezza della persona e dell’opera del Ricci. In particolare i lavori di questi giorni come della giornata di studio alla Gregoriana del 2 marzo scorso saranno di grande aiuto per lo sviluppo della teologia della missione della Chiesa e anche per il Seminario specialistico per Docenti promosso dall’Istituto Teologico Marchigiano nel contesto delle celebrazioni ricciane sul tema “L’inculturazione della prassi sacramentaria: una traduzione?” in programma per il prossimo 30 giugno – 1 luglio proprio qui a Macerata.


Fonte:

pmatteoricci.it

4 marzo 2010