Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


L’opera di p. Matteo Ricci nel quadro dello slancio missionario della chiesa post-tridentina

di Roberto Sani

Il contributo si propone di lumeggiare l’esperienza di padre Matteo Ricci in Cina nel quadro della più generale evoluzione della Chiesa e del cattolicesimo europeo tra Cinque e Seicento e, in particolare, alla luce della nuova progettualità missionaria elaborata dalla Compagnia di Gesù con specifico riferimento alle Indie Orientali.

L’opera missionaria di padre Matteo Ricci è riletta, sotto questo profilo, alla luce delle più complessive istanze di rilancio di un nuovo universalismo della Chiesa proprie della riforma cattolica e del Concilio di Trento, di cui la Compagnia di Gesù si fece protagonista e interprete tanto sul versante culturale ed educativo, quanto su quello più propriamente missionario, inaugurando nelle Indie Orientali una strategia missionaria consapevole della necessità di adattare la predicazione e l’apostolato ai costumi e alle tradizioni di quelle terre, nella convinzione che l’opera di evangelizzazione, per riuscire autenticamente efficace, dovesse liberarsi dell’habitus europeo e radicarsi nel tessuto della cultura e della mentalità delle popolazioni locali. Nell’applicare in modo originale e creativo tale strategia, padre Matteo Ricci si spinse ben oltre il processo di accomodamento ai costumi e alle tradizioni cinesi, creando le premesse per l’avvio di un vero e proprio processo d’inculturazione del Vangelo.

Roberto Sani (Roma, 1958) è professore ordinario di Storia dell’educazione nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Macerata. Coordinatore del dottorato di ricerca in Theory and History of Education e direttore del «Centro di documentazione e ricerca sulla storia dell’educazione e delle istituzioni scolastiche» del medesimo Ateneo, ha fondato e dirige la rivista scientifica internazionale History of Education & Children’s Literature. E’ membro del Consejo internacional del Centro Internacional de la Cultura Escolar (CEINCE) di Valladolid (Spain), del Comitato scientifico internazionale della rivista «CCC - China Children's Culture» (Children's Culture Institute of the Zhejiang Normal University - China) e del Comitato scientifico internazionale della rivista Educaciò i Història. Revista d'Historia de l'Educaciò (Societat d'Història de l'Educaciaò dels Paisos de Llengua Catalana - Barcelona, Spain). Dirige diversi gruppi di ricerca interuniversitari di carattere internazionale ed è attualmente coordinatore di programmi di ricerca finanziati dal MIUR e dall’Unione Europea. E’ autore di diversi volumi e di numerosi saggi e articoli sulla storia dell’educazione e delle istituzioni scolastiche in epoca moderna e contemporanea e sulla politica scolastica italiana tra Otto e Novecento. Tra i suoi lavori più recenti ricordiamo il volume «Ad Maiorem Dei Gloriam». Istituti religiosi, educazione e scuola nell’Italia moderna e contemporanea (Macerata 2009).


Fonte:

pmatteoricci.it

5 marzo 2010