Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Il sapere scientifico come ponte tra Cina ed Europa

di Clara Caverzasio Tanzi

Matteo Ricci a 400 anni dalla morte

Il primo scambio consistente tra la cultura europea e quella cinese avvenne per la fede di un missionario partito dalle Marche. Matteo Ricci (Macerata 1552- Pechino 1610), matematico, astronomo, cartografo e letterato di sconfinata erudizione, aveva compreso che solo la conoscenza e il rispetto reciproci avrebbero reso possibili la sua missione e, soprattutto, il dialogo tra la cultura occidentale e quella della Cina. Così, se da un lato ne imparò così bene la lingua, gli usi e i costumi da scrivere in cinese opere considerate tuttora dei capolavori, dall’altro introdusse nella cultura di quel grande paese la geometria euclidea, la geografia e l’astronomia con l'uso del sestante. Grazie alle sue conoscenze scientifiche si conquistò la stima e la fiducia dell’Imperatore e dei cinesi, che ancora oggi rendono onore alla sua tomba, conservata a Pechino. E fece conoscere all’Occidente un paese fino ad allora inaccessibile e pressoché sconosciuto, di cui divulgò la cultura, la filosofia (tradusse in latino alcune opere di Confucio) e anche la medicina.


Fonte:

RSI Rete Due

7 marzo 2010