Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Prato, due mostre, un convegno e un concorso per i 400 anni dalla morte di Matteo Ricci, missionario in Cina

Cartografo, esploratore, matematico e missionario ma soprattutto pioniere del dialogo interculturale. A cavallo tra ‘500 e ‘600 il gesuita padre Matteo Ricci partì dalla natia Macerata per evangelizzare l’oriente, in particolare la Cina, dove si fece «cinese tra i cinesi». Quest’anno, esattamente l’11 maggio, ricorrono i 400 anni dalla sua morte e numerose iniziative sono state organizzate in Italia e nel mondo per riscoprire la vita e le opere di padre Ricci. Anche Prato, dove vive una delle più grandi e forti comunità cinesi d’Europa, vuole celebrare l’anniversario con una serie di appuntamenti. «Matteo Ricci. Un ponte tra oriente e occidente» è il titolo dell’evento organizzato dalla Diocesi di Prato, dall’Associazione Matteo Ricci e da Associna, presentato questa mattina nella sede della Provincia di Prato che, insieme al Comune di Prato, ha patrocinato l’iniziativa.
Da sabato 24 aprile, data dell’inaugurazione dell’allestimento didattico sulla vita del missionario gesuita, fino al 5 giugno, giorno di chiusura della mostra bibliografica sulle opere di Matteo Ricci, la città di Prato omaggerà questa straordinaria figura anche con un convegno, la proiezione di un film ed un concorso video.
«Ricordare padre Matteo Ricci a Prato – dice Gianni Limberti, presidente dell’Associazione che porta il nome del missionario e dedicata alla diffusione della cultura orientale – ha un significato particolare. Il suo esempio di costruttore di relazioni interculturali è quanto mai utile e necessario in una città multietnica come quella pratese». Un primo «ponte» tra l’Italia e la Cina è proprio quello creato fra i promotori, dei quali fa parte Associna, associazione formata da giovani cinesi di seconda generazione residenti a Prato. «L’insegnamento di Matteo Ricci – afferma il presidente Junyi Bai – basato sulla conoscenza reciproca senza la pretesa di eliminare la differenze culturali, andrebbe introdotto nella vita di tutti i giorni». Mons. Carlo Stancari, vicario episcopale per la Pastorale della Diocesi di Prato ha tratteggiato la figura missionaria e la rivoluzionaria opera di «inculturazione» di Matteo Ricci: «Che ha rispettato la cultura cinese riuscendo a farla dialogare con la fede e i messaggi del Vangelo». Alla presentazione hanno partecipato molti ragazzi e ragazze cinesi, a testimonianza di come ancora oggi, nel nome di Matteo Ricci ci possa essere un incontro e una collaborazione costruttiva tra culture diverse e distanti. «Fare insieme – ha osservato il presidente della Provincia di Prato Lamberto Gestri – è un metodo che dobbiamo fare nostro e che va esteso a tutti i campi. Mi auguro che questa manifestazione possa essere davvero di stimolo per il nostro territorio». Soddisfatto anche Giorgio Silli, assessore comunale alle Politiche d’integrazione, concorde nell’affermare «come queste iniziative possano davvero essere utili per la conoscenza reciproca».
Il calendario degli eventi. La prima iniziativa in programma è prevista per sabato 24 aprile nel chiostro di San Domenico. Alle 17,30 verrà inaugurata la mostra «A servizio del Signore del Cielo». Proveniente da Macerata, città natale di Matteo Ricci, l’allestimento ripercorre le diverse fasi della missione in Cina del missionario marchigiano. All’apertura sarà presente il curatore Sandro Petrucci. La mostra è visitabile fino al 6 maggio.
Venerdì 7 maggio, alle 21, a Palazzo Vaj, nella sede della Monash university, si tiene la proiezione del docu film «Matteo Ricci. Un gesuita nel regno del drago». L’opera, presentata anche al 66° Festival Internazionale del cinema di Venezia è diretta dal regista Gjon Kolndrekaj; presente alla proiezione.
Il giorno dopo, sabato 8 maggio, nella sede della Provincia di Prato, a Palazzo Banci Buonamici, alle 16 si tiene la conferenza che porta il titolo dell’intera manifestazione: «Un ponte tra oriente e occidente». Intervengono Giovanni Cipriani dell’università di Firenze, Junyi Bai, presidente di Associna e il regista Marco Limberti. Al termine, alle 18,30, si inaugura la mostra bibliografica, allestita nel Palazzo della Provincia, «Vi ho lasciato una porta aperta, ma piena di perigli…». Si tratta di una esposizione, presentata dal curatore Gianni Limberti, che intende narrare la storia delle relazioni e delle reciproche influenze tra Europa e Cina nel corso dei secoli, a partire dal viaggio di Matteo Ricci. La mostra resterà aperta fino al 5 giugno.
Inoltre è stato lanciato un concorso video, ideato dal regista Marco Limberti, rivolto ai giovani under 30 ai quali si chiede di filmare, con qualsiasi supporto (telecamera, web cam oppure un telefonino) cosa intendono per «dialogo interculturale» e cosa significa per loro essere «cittadini del mondo». I «corti» dovranno avere una durata massima di 5 minuti. I primi tre classificati riceveranno premi hi-tech come tv al plasma o videocamere. La scadenza per l’invio dei lavori è il 30 aprile. Per conoscere i termini del concorso visitare i siti web: associazionematteoricci.org; associna.com.


Fonte:

Toscana Oggi online

20 aprile 2010