Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Da Lisbona a Macao il viaggio della vita

di Gianni Criveller

L’odissea vissuta da Ricci ricalca quella, eroica, di tanti missionari del suo tempo

Era davvero il viaggio della vita. Quello che i missionari a partire dal XVI secolo compivano verso le Indie orientali (l'Asia) e occidentali (le Americhe) era un'esperienza rischiosissima. Molti non giungevano a destinazione. Almeno un terzo dei gesuiti destinati alla Cina morirono durante il viaggio. Coloro che vi arrivarono erano già dei sopravissuti, come Matteo Ricci, che arrivò a Macao mezzo morto. Il viaggio è stata una componente predominante nella vita di Ricci. Tra i 9 anni trascorsi a Roma (1568-1577) e i 9 trascorsi a Pechino (1601-1610), Matteo visse 24 anni di continui spostamenti. Nato a Macerata il 6 ottobre 1552, Matteo iniziò il suo lungo viaggio verso Pechino il 18 maggio 1577, da Roma, dove sei anni prima, studente di Legge presso l'Università La Sapienza, aveva bussato per essere ammesso alla Compagnia di Gesù. A riceverlo era stato Alessandro Valignano, 32 anni. Il primo incontro tra due grandi, che passeranno alla storia come i fondatori della missione moderna cinese, fu una singolare coincidenza: all'arrivo di Ricci, Valignano sostituiva il maestro dei novizi, assente per una temporanea indisposizione.
Matteo non ritornò mai a Macerata, che aveva lasciato nel 1568, nemmeno prima di partire. Da Roma si diresse a Livorno, poi a Genova e da qui, sempre per mare, a Cartagena, in Spagna. Nel luglio dello stesso anno giunse a Lisbona.
Esistevano allora due «vie delle Indie», quella dei portoghesi, utilizzata dai gesuiti, e quella degli spagnoli, impiegata da agostiniani, francescani e domenicani. La via portoghese partiva da Lisbona, circumnavigava l'Africa e giungeva a Goa, in India. Da lì proseguiva per Malacca e infine arrivava a Macao, l'estremo avamposto portoghese in Asia orientale. Ma per i missionari il viaggio non finiva a Macao: dopo qualche tempo, alcuni salpavano per il Giappone, altri intraprendevano via terra il viaggio all'interno della Cina.
La via spagnola partiva da Cádiz (Cadice), attraversava l'Atlantico per giungere a Veracruz, nella Nueva España. Da Acapulco il Galeón de Manila o la Nao de China si inoltravano sul Pacifico per giungere nelle Filippine, l'estremo possedimento coloniale spagnolo. Queste, a ritroso, erano anche le vie percorse dalle numerose lettere e relazioni scritte dai missionari. Le vie marittime riproducevano la divisione del «nuovo mondo» tra i regni di Portogallo e Spagna.
A Lisbona Ricci e compagni dovettero attendere la primavera successiva per imbarcarsi. Matteo trascorse la maggior parte di quel soggiorno a studiare nella città universitaria di Coimbra. Il 23 marzo 1578 dalla torre di Belem, presso Lisbona, tre galeoni salparono per l'India, con a bordo 14 gesuiti. Il San Luis, il galeone di Ricci e del compagno di missione Michele Ruggieri, fu spinto dai venti quasi fino alla costa brasiliana. Doppiato il Capo di Buona Speranza, la nave fu sul punto di affondare. Giunse a Goa il 13 settembre, dopo sei mesi di navigazione. A Goa era esposto alla venerazione il «corpo santo» e incorrotto di Francesco Saverio. Forse Matteo ha riflettuto sul fatto che il Saverio era morto alle porte della Cina nello stesso anno in cui egli nasceva. A Goa Ricci si ammalò ripetutamente di malaria e fu inviato a Cochin per riprendersi, per completare gli studi di teologia e ricevere l'ordinazione sacerdotale (26 luglio 1580). Ricci ebbe il coraggio di denunciare la pratica discriminatoria di non ammettere i gesuiti indiani a ruoli di autorità. Nel 1582 ricevette l'ordine dal Visitatore di recarsi a Macao. Valignano aveva così accolto il suggerimento di Ruggieri (a Macao dal 1579), che indicava in Ricci la persona più adatta per la disperata «impresa della Cina». A Macao, dove giunse il 7 agosto 1582, Matteo si rimise in salute e diede inizio «all'ascesa verso Pechino».


Fonte:

MissiOnLine

1 febbraio 2010