Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Il segreto delle mappe di Ricci

di Gianni Criveller

Conoscere e riprodurre la terra per lui significava partecipare all’opera di Dio

Nel 1584 Matteo Ricci stupì i visitatori presso la sua residenza di Zhaoqing producendo la «Mappa completa delle montagne e dei mari del mondo». E nel suo resoconto Della entrata della Compagnia di Giesù e Christianità nella Cina, Ricci scrisse che la mappa era «la migliore e più utile opra che in tal tempo si poteva fare, per disporre la Cina a dar credito alle cose della nostra Santa Fede». Come noto, Ricci introdusse in Cina numerose conoscenze dalle discipline scientifiche europee, tra le quali la matematica e l'astronomia. La scienza era parte della visione rinascimentale del mondo, umanistica e teologica insieme che non separava le scienze «profane» da quelle «sacre». Esse erano piuttosto parte di un curricolo unitario e coerente. L'astronomia apparteneva alla matematica; la matematica alla filosofia; la filosofia era propedeutica alla teologia; e quest'ultima era la più alta tra le discipline accademiche. Il celebre passaggio di Galileo secondo cui l'universo «non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i carattere, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica», mostra che la matematica e l'astronomia erano percepite in relazione alla teologia.
Gli studi del cielo (Tianxue) introdotti da Ricci in Cina implicavano un duplice significato: erano studi del cielo (cioè l'astronomia) e del Cielo (cioè di Dio, la teologia). Introducendo se stesso come scienziato del cielo fisico, Ricci si prefiggeva di attestare la sua credibilità di conoscitore del Cielo metafisico.
Similmente produrre mappe implicava una visione religiosa del mondo. Le mappe non erano solo una rappresentazione visuale della geografia, ma un modo per conoscere l'opera della Creazione. Se l'astronomia era la scienza che, parlando del cielo conduce alla conoscenza del Cielo, così conoscere la terra e riprodurla accuratamente su una mappa significa partecipare all'opera di Dio. Produrre una mappa era per Ricci compiere un'esperienza religiosa. Ricci non pose la Cina al centro della sua mappa, né l'ha rappresentata più grande del resto del mondo, come spesso ripetuto. Il meridiano centrale cade a est del Giappone, cioè sull'oceano Pacifico, lasciando Europa, Africa e Asia ad occidente e il nord e sud America ad oriente. Pasquale d'Elia in Fonti Ricciane (1942-1949) esprime la speranza che questa «tenace leggenda» venga abbandonata per sempre e indica come origine del noto luogo comune lo scrittore gesuita Giovanni Battista Riccioli (il quale nel 1651 scrisse, appunto, che Ricci pose la Cina al centro del mondo e più grande degli altri Paesi, per non offendere i cinesi). La verità è che Riccioli aveva male interpretato la traduzione latina di Trigault di Della entrata di Ricci. Ma negli scritti di Ricci non vi è traccia di niente del genere.
Ricci curò le successive edizioni rivedute di Nanjing nel 1600 e di Pechino nel 1602, 1603, 1608 e 1609. Esistono pochissimi esemplari autentici della terza edizione (1602), richiesta dall'Imperatore e dunque la più sontuosa. Fu intitolata Mappa completa della miriade di Paesi nel mondo e fu prodotta in collaborazione con il letterato cristiano Leone Li Zhizao.
Ricci è talvolta considerato soltanto come un agente di scambio culturale e scientifico. Quasi che egli sia stato un grande uomo di scienza e di cultura non perché ma nonostante fosse un missionario. Ma Ricci si considerò innanzitutto un missionario, e tutto nella sua vita mirava alla realizzazione della sua missione evangelizzatrice


Fonte:

MissioOnLine

1 aprile 2010