Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Se la Cina riscopre Li Madou

di Gianni Criveller

Il gesuita è entrato nella storia come il primo letterato occidentale capace di stabilire un rapporto fecondo con la civiltà cinese. Nel 2010 una fitta serie di eventi ne celebra la memoria

L'11 maggio 1610, il fondatore della Chiesa cattolica in Cina, il gesuita Matteo Ricci moriva a Pechino, dopo 28 anni di permanenza nell'impero di mezzo. Aveva compiuto un'impresa a dir poco prodigiosa: partendo dalla proibizione assoluta per uno straniero di risiedere in Cina, era riuscito a fondare comunità cristiane in cinque importanti città, incluse le capitali Nanchino e Pechino, ottenendo il favore verso il cristianesimo di alti funzionari e dello stesso imperatore. Ricci è entrato così nella storia della Cina, col nome di Li Madou, come il primo letterato occidentale a stabilire un rapporto fecondo con la civiltà cinese, l'umanista che ha introdotto la scienza e la cultura europea nel paese e ha fatto conoscere la Cina all'Europa, dando vita alla scienza sinologica. Anche se il più influente sinologo del XX secolo, Joseph Needham, lo definì «uno dei più straordinari e brillanti uomini della storia», Ricci è rimasto quasi sconosciuto nella sua patria.

IL QUATTROCENTESIMO anniversario della sua morte sembra mettere fine a questa grave dimenticanza. Numerose e qualificate iniziative hanno riproposto in Italia l'opera, gli scritti e il metodo missionario di Ricci. Due istituzioni si sono particolarmente attivate: la diocesi di Macerata e la Compagnia di Gesù, che hanno messo in cantiere una significativa serie di celebrazioni, studi, pubblicazioni, mostre e appuntamenti culturali di grande pregio e che stanno raggiungendo un vasto pubblico (vedi box a p. 8). Ma Matteo Ricci è ricordato quest'anno anche in altre parti del mondo, soprattutto in Asia e in Cina. Alcune iniziative sono già state portate a compimento, altre sono in corso o in programmazione.
A Macao, dove Matteo Ricci ha iniziato la sua «ascesa a Pechino» nel 1582, il Ricci Institute ha dedicato al missionario italiano due forum (2009), un convegno e una pubblicazione in inglese e cinese che verrà diffusa in Cina. Il rinomato istituto di ricerca quest'anno porterà alla luce anche i risultati di un decennale lavoro sulle fonti della «controversia dei riti cinesi», che pur non essendo stata iniziata da Ricci, ha avuto il triste effetto di bloccare il metodo dell'inculturazione inaugurato dal missionario maceratese.
A Hong Kong i padri gesuiti hanno in programma una serie di conferenze pubbliche che, a partire da maggio, si prefiggono di approfondire il metodo di Ricci per attuarne le intuizioni applicandole alla situazione odierna. Un convegno in programma per dicembre 2010 tirerà le somme di questa riflessione.
A Taipei (Taiwan) la prestigiosa università cattolica Fu Jen ha organizzato la più grande iniziativa per l'anniversario di Ricci: un convegno internazionale, celebrato il 19-23 aprile, che vedrà la presenza di circa 80 studiosi da tutte le parti del mondo, compresi numerosi dalla Repubblica popolare cinese. Il titolo «La genesi e lo sviluppo del dialogo est-ovest» sottolinea alcune delle caratteristiche principali dell'opera di Ricci che lo rendono anche così attuale: quella del dialogo culturale e dell'essere ponte tra civiltà. I contributi spaziano su un terreno vastamente interdisciplinare: filosofia, storia, religione, scienza, cultura, politica ed educazione. In particolare sono stati affrontati il rapporto tra Ricci e la cultura cinese; l'influenza della cultura europea in Cina, e della cultura cinese in Europa; la globalizzazione e l'inculturazione del cattolicesimo; il metodo missionario di Ricci; la relazione tra Chiesa cattolica e in particolare il papato e lo Stato cinese dai tempi di Matteo Ricci; l'influenza dell'opera di Ricci nelle quattro principali università cattoliche cinesi: Fu Jen (Pechino e Taipei), Aurora (Shanghai), Tsinku (Tianjin) e Fudan (Shanghai).

SEMPRE A TAIWAN il centro culturale cattolico Guangqi (dal nome di Paolo Xu Guangqi, il più noto tra i discepoli di Matteo Ricci), ha pubblicato una traduzione cinese dell'opera di Ricci Della entrata della Compagnia di Giesù e Christianità nella Cina e delle sue Lettere. Questa doppia pubblicazione farà un grande bene, permettendo ad un vasto pubblico di studiosi e lettori cinesi di accostarsi alle «fonti ricciane», ovvero ai testi di Ricci, finora accessibili solo a chi legge la lingua italiana. La Della entrata della Compagnia di Giesù è la storia della missione di Ricci come lui stesso la narrò nei due ultimi anni della sua vita. Le 55 lettere di Ricci che sono giunte fino a noi sono una indispensabile fonte per conoscere non solo il Ricci «intimo», ma anche la riflessione che lui stesso proponeva circa la sua vicenda missionaria.
A Pechino, dove si trova la tomba di Ricci, è prevista una celebrazione per il giorno 11 maggio: sarà all'interno di un'iniziativa culturale a cui aderiscono l'ambasciata italiana, altre ambasciate europee che hanno missionari connazionali sepolti nello stesso cimitero di Ricci, la camera di commercio dell'Unione europea, l'Università internazionale di economia di Pechino, il Collegio amministrativo di Pechino (all'interno del quale si trova il cimitero con la tomba di Ricci e altri 62 missionari) e altri organismi ufficiali.
La Regione Marche ha promosso in Cina una mostra itinerante dal titolo «Matteo Ricci, incontro di civiltà nella Cina dei Ming», esposta al museo della Capitale a Pechino dal 6 febbraio al 20 marzo; al museo di Shanghai dal 2 aprile al 23 maggio; al museo di Nanchino dal 4 giugno al 25 luglio. Sono in corso trattative perché raggiunga poi anche la città di Macao. La mostra include opere di eccezionale pregio, a firma di artisti quali Raffaello Sanzio, Tiziano Vecellio, Lorenzo Lotto; incisioni del Colosseo, oltre a carte geografiche, orologi e sfere armillari. Con esse si vuole raccontare la cultura rinascimentale e scientifica che Ricci ha introdotto nella Cina dei Ming, suscitando l'interesse e l'ammirazione di tanti letterati.

RICCI È DAVVERO un personaggio entrato nella storia culturale cinese. Non meraviglia quindi il fatto che il 23 novembre scorso l'agenzia statale cinese Xin Hua (Nuova Cina) gli abbia dedicato un lungo articolo, dal titolo «Modello dell'incorporazione della civiltà europea e cinese», nel quale il gesuita viene presentato come «ponte tra Oriente e Occidente», «promotore dello scambio e del dialogo».
Nel «Monumento del Millennio Cina» di Pechino, un immenso edificio che celebra la gloria della civiltà cinese attraverso un enorme rilievo in marmi policromi dedicato alla storia della nazione, dal primo imperatore ai protagonisti del Novecento, porta due sole immagini di stranieri, entrambi italiani. Uno è Marco Polo alla corte di Kubilai Khan, l'altro è il nostro Matteo Ricci, rappresentato in abiti confuciani (come lui in effetti vestiva) mentre scruta il cielo. Ricci introdusse se stesso come esperto della scienza del cielo: l'astronomia, ma anche la metafisica e la vera religione, ovvero la Scienza (del Signore) del Cielo.
A nostra conoscenza non sono previste iniziative ufficiali da parte della Chiesa cattolica cinese per celebrare l'anniversario di Ricci, e il motivo può essere facilmente intuibile dai lettori. Tuttavia sono numerosi gli studenti delle università cinesi che, in particolare quest'anno, si sono dedicati a temi ricciani per scrivere le loro tesi di laurea o dottorato. Sono studenti che appartengono alle facoltà di filosofia, storia, studi religiosi o letteratura delle università cinesi e che gravitano anche attorno ai centri di studi cristiani presso una dozzina tra le più importanti università cinesi. Le ricerche di questi giovani studiosi sono incoraggiate e valorizzate anche da esponenti della Chiesa cattolica cinese particolarmente sensibili all'apostolato culturale.
Al momento della sua morte, Ricci stava costruendo la prima chiesa cattolica nella Cina moderna, proprio dove oggi sorge la Chiesa del Sud, la cattedrale di Pechino. Da qualche anno presso la chiesa è stata collocata una grande statua in suo onore. E abbiamo motivo di sperare che l'apostolo della comunità cristiana di Pechino sarà debitamente ricordato presso la chiesa che egli iniziò.
Il principale discepolo di Matteo Ricci fu Paolo Xu Guangqi, scienziato e uomo politico originario di Shanghai considerato il più importate cattolico della storia della Cina. Paolo Xu introdusse la fede nella sua città natale nel 1608. Due anni fa la comunità cattolica di Shanghai ha ricordato i 400 anni della propria storia con una serie di iniziative, in particolare con una bella lettera del vescovo coadiutore Aloysius Jin Luxian, che ha chiesto un rinnovato slancio missionario sulla scia del metodo di Ricci e di Paolo Xu, ovvero dell'inculturazione. Il vescovo coadiutore di Shanghai ha anche proposto di avviare la causa di beatificazione di Paolo Xu. Da parte sua il vescovo di Macerata, Claudio Giuliodori ha dato un grande impulso alla causa di beatificazione di Ricci, a lungo vittima di una trascuratezza che il grande gesuita non merita.

Macerata Caput Mundi
Numerosi e di alto livello gli appuntamenti commemorativi dell'anno ricciano, che ha ricevuto nuovo impulso dalla riapertura della causa di beatificazione.
A Roma, tra ottobre 2009 e gennaio 2010, si è tenuta la pregevole mostra «Ai crinali della storia», mentre Treviso (fino al 24 maggio) ne ospita una non meno interessante dal titolo «I segreti della città proibita, Matteo Ricci alla corte dei Ming».
Macerata, città natale di Ricci, è stata sede nel marzo scorso di un convegno internazionale «Scienza ragione e fede: il genio di padre Matteo Ricci»; un altro, «Matteo Ricci a 400 anni dalla morte», avrà luogo a fine ottobre, nel corso del quale studiosi da tutto il mondo faranno il punto sugli studi ricciani e le nuove prospettive di ricerca.
A Roma, in questo mese di maggio, la Provincia d'Italia della Compagnia di Gesù aprirà alle visite la chiesa e la Casa del Gesù; in quest'ultima è conservato uno dei più famosi ritratti di Ricci, opera di E. Pereira.
Infine, il Centro nazionale apostolato giovanile della Provincia d'Italia (gesuiti) organizza un campo missionario in Cina dall'8 al 24 agosto.
Altre informazioni si trovano sul sito www.padrematteoricci.it


Fonte:

MissiOnLine

29 aprile 2010