Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Matteo Ricci, alias “Li Madou”, missionario, anche sulla luna

di Pietro Mariano Benni

A Shangai, Martedì 11 Maggio, giorno in cui 400 anni fa morì a Pechino il missionario gesuita Matteo Ricci, una Messa nella basilica mariana di She Shan (Chiesa della Santa Madre in Cina), sull’omonima collina nel distretto di Songjiang, costituirà uno dei momenti più intensi delle celebrazioni organizzate in diverse zone del mondo, a partire dall’Italia, dove si distinguono le numerose iniziative del Pontificio istituto missione estere (Pime) e della diocesi di Macerata, città in cui il missionario nacque il 6 Ottobre 1552. La diocesi di Shangai e il locale Istituto italiano di cultura hanno diffuso in questi giorni il programma delle iniziative per l’anniversario di Ricci – noto nella Repubblica popolare cinese anche con il nome di Li Madou, amato al punto che la sua immagine compare (insieme a quella di Marco polo, unico altro occidentale presente) in un fregio di marmo policromo dedicato alla storia della Cina, all'interno del Millennium Centre di Pechino, sede delle più importanti riunioni del partito comunista cinese. Sarà monsignor Aloysius Jin,vescovo di Shanghai, a celebrare il rito solenne dell’11 Maggio a cui parteciperà anche in il coro dei seminaristi di She Shan. Il missionario è stato intanto ricordato anche a Taiwan dove il cardinale Paul Shan Kuo-hsi, S.J., vescovo emerito della diocesi di Kaohsiung, seconda città di Taiwan, intervenendo a un Convegno Internazionale svoltosi all’Università Cattolica di Fu Ren, ha parlato sul tema “Matteo Ricci e la comunione e il dialogo tra la cultura cinese e occidentale”, dicendo tra l’altro: “Ha aperto la porta blindata cinese della dinastia Ming… si è fatto ponte per lo scambio culturale tra la Cina e l’Occidente…portando il Vangelo di Gesù Cristo in Cina e fondando così la Chiesa locale cinese”. Il porporato – come riferisce l’agenzia vaticana di notizie ‘Fides’ ( Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli) - ha anche sottolineato che il missionario anticipò in pratica di 4 secoli il Concilio Vaticano II enunciando i tre principi del dialogo interreligioso: “rispetto reciproco, conoscenza reciproca, collaborazione sincera”. Secondo il cardinale Shan, ill segreto del suo successo missionario risiedeva nello studio diligente, nella conoscenza e nel rispetto della cultura cinese ma senza “cieca venerazione”. In Italia, dopo un convegno già svoltosi a Roma a fine Aprile, l’anniversario viene ricordato in più modi con diverse iniziative del Pime, i cui missionari sono presenti in Cina da più di un secolo e mezzo. il 15 Maggio a Milano è in calendario un altro convegno che ha per tema “La porta dell'amicizia”, occasione in cui verrà anche presentata una nuova biografia di Ricci di cui è autore padre Gianni Criveller, missionario del Pime a Hong Kong, studioso del missionario gesuita noto a livello internazionale, che questo mese firma anche un servizio sul mensile “Mondo e Missione” dopo aver partecipato in Aprile, a Taipei, insieme con padre Angelo Lazzarotto a un simposio in cui quest'ultimo sottolineò tra l’altro:. “Ricordando ed esaminando quanto è stato finora scritto su Li Madou, è possibile scoprire nuove aree di ricerca che ancora meritano attenzione sulla persona e sulla missione di questo eccezionale evangelizzatore e mediatore interculturale”. Un ruolo che trova singolare conferma in una mostra intitolata "Gli abiti del buon governo", dal 5 Maggio al 10 Luglio presso il Centro Pime, nel Museo "Popoli e culture", a Milano: è possibile ammirarvi vestiti indossati da letterati e funzionari imperiali cinesi, adottati anche dai missionari del Pime, seguendo i principi di “inculturazione” (adattamento) teorizzati da Ricci. Alla Radio Vaticana, parlando di Ricci, il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, ha detto tra l’altro: “L’inculturazione deve passare oggi attraverso un lento percorso di reciproco incontro tra persone e culture”. Rispetto all’epoca di Matteo Ricci, “non ci sono meno ponti da costruire- ha aggiunto - semmai se ne devono costruire di più; non c’è meno bisogno di inculturare il Vangelo, sicuramente ce n'è di più”. Non può lasciarci “indifferenti”, ha sottolineato, ciò “che succede nelle nostre città, qui, in Europa, e in Italia in particolare”. Altre iniziative per l’anniversario si svolgono o sono previste in diversi paesi asiatici e altrove nel mondo, inclusa la pubblicazione del “Grand Ricci”, il più grande dizionario mai pubblicato in Francia, con 280.000 lemmi e 13.000 caratteri cinesi. Un’opera che, curata dai gesuiti, costituisce anche, secondo Ursula Gauthier, esperta di libri del celebre periodico francese “Nouvel Observateur”, molto più che un dizionario: “Un’eccezionale enciclopedia della cultura cinese che abbraccia tutti gli aspetti di una civiltà plurimillenaria”. Una curiosità: quest'anno ricorre anche il 75° anniversario della dedica del cratere lunare "Riccius", largo 71 chilometri, al celebre missionario che fu anche astronomo, come risulta da una scheda dell'autorevole "United States Geological Survey". E in Cina si custodiscono ancora alcuni degli strumenti utilizzati da padre Ricci per l'osservazione di quella stessa volta celeste in cui il suo nome è iscritto per sempre.


Fonte:

Misna

9 maggio 2010