Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


L'11 maggio di 400 annni fa moriva Matteo Ricci

"L'11 maggio di 400 annni fa moriva Matteo Ricci. Celebrare la figura e l'opera di Matteo Ricci significa anche capire il concetto moderno di cultura e inculturazione tra popoli e modelli etnici. Ricci ha rappresentato un punto di riferimento tra lingue e conoscenza tra civiltà. Una riproposta non solo dal punto di vista religioso ma anche antropologico". Lo ha detto Pierfranco Bruni che relazionerà nel corso del convegno di studi a Grottaglie (Taranto), presso il Santuario di San Francesco De Geronimo. “Matteo Ricci. Ponte tra due civiltà, ovvero l’impossibile che diventa possibile”. Con questo tema i Padri Gesuiti di Grottaglie - Taranto, il Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”, il Liceo “Giuseppe Moscati” – Grottaglie, il Sindacato Libero Scrittori Italiani in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali celebrano la figura e l’opera di Matteo Ricci a 400 anni dalla morte. L’iniziativa si sviluppa attraverso una lettura di testi e la centralità della relazione di Pierfranco Bruni, Responsabile delle Minoranze Linguistiche del MiBAC e Archeologo Direttore che evidenzierà l’importanza dell’incontro - rapporto tra civiltà e culture nel nome e nei viaggi di Matteo Ricci. La manifestazione si svolgerà venerdì 21 maggio nel Santuario di San Francesco de Geronimo, Centro storico di Grottaglie, alle ore 19,30. Un appuntamento importante perché si pone l’accento proprio sul concetto di “inculturazione” vissuto da Matteo Ricci attraverso anche il valore dell’amicizia tra popoli e civiltà. I lavori saranno coordinati dal giornalista della Rai Salvatore Catapano con gli interventi di saluti di Padre Salvatore Discepolo, PP Gesuita, di Roberto Burano, del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”, di Guglielmo Matichecchia, Dirigente Scolastico del Liceo “Giuseppe Moscati” di Grottaglie – Taranto. Gli alunni del Liceo leggeranno brani scelti dalle opere di Matteo Ricci. Matteo Ricci (Macerata, 6 ottobre 1552 – Pechino, 11 maggio 1610), gesuita, missionario, esploratore delle culture e ricercatore tra le geografie dell’Oriente, è stato certamente un “ponte” tra il mondo rappresentato dalle culture dell’Occidente e la realtà dell’Oriente. Su questo percorso si soffermerà la prolusione di Pierfranco Bruni grazie a delle coordinate sia storiche che letterarie. “Matteo Ricci, ricorda Pierfranco Bruni, da cinese ha contestualizzato la dinamica del concetto di tempo – orologio nella cultura cinese e non da testimone di una civiltà occidentale. Questo è stato uno degli elementi importanti che ha permesso di restare dentro l’orizzonte dei valori orientali. Un Oriente, afferma ancora Pierfranco Bruni, che ancora non aveva legami con la storia non solo dell’Occidente allargato ma soprattutto dell’Italia e di Roma. Questo ha dato un significato maggiore al dialogo tra la cristianità rappresentata da Matteo Ricci e l’accettazione di una filosofia cinese che non si è trasformata in religione ma si è posta come confronto e mai in antagonismo sia in termini filosofici che teologici”. Una tappa fondamentale nella proposta di un Matteo Ricci proprio come ponte in una cultura della conoscenza e della integrazione. Proprio su questi aspetti la relazione di Pierfranco Bruni toccherà elementi che interessano sia la visione storica sia quella estetica della filosofia in una visione antropologica. “Con il concetto di inculturazione, sostiene Pierfranco Bruni, in Matteo Ricci, ci si incammina verso un fenomeno antropologico in cui la trasmissione dei valori di conoscenza diventa una reciprocità tra individui e comunità, tra processi di apprendimento e forme di linguaggi che permettono una iniziazione verso realtà altre. La relazione tra Occidente ed Oriente e viceversa è una dimostrazione significativa”.


Fonte:

dirittodicronaca.it

10 maggio 2010