Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Esposta la mappa realizzata da Padre Matteo Ricci

In un articolo comparso nella newsletter interna alla Commissione Europea viene annunciata l'esposizione nella Biblioteca del Congresso di Washington di una rarissima mappa realizzata dal gesuita missionario Padre Matteo Ricci. La mappa, definita “Il Tulipano nero della Cartografia”, pone la Cina al centro del mondo e rappresenta una delle più importanti mappe mai realizzate

Matteo Ricci, gesuita maceratese, è conosciuto per essere stato il primo occidentale a introdurre la scienza occidentale in Cina. Ricci creò la mappa nel 1602 su richiesta dell’imperatore Wanli. La mappa include raffigurazioni e annotazioni che descrivono le differenti regioni del mondo. L’Africa era nota per avere il monte più alto e il fiume più lungo.
La descrizione del Nord America è breve con menzioni ai “buoi gobbi” o bisonti, ai cavalli selvaggi ad una regione chiamata “Ka-na-ta”.  Vari luoghi del Sud America sono citati inclusi Wa-ti-ma-la ” (Guatemala), ” Yu-ho-T’ang ” (Yucatan) e ” Chih-Li ” (Cile). Ricci fa una breve descrizione della scoperta delle Americhe:
“In tempi antichi, nessuno sapeva che esistessero posti come il Nord e Sud America o Magellanica. Ma un centinaio di anni fa, gli Europei giunsero con i loro velieri sulle zone costiere e così vennero scoperti”.
La mappa di Ricci si è guadagnata il soprannome di “Il Tulipano nero della Cartografia”, perché era molto difficile da trovare. La libraria Deanna Marcum ha detto che quella di Ricci è una delle più importanti mappe mai realizzate. “E’ straordinaria – ha detto – per noi che ora possiamo guardare indietro e vedere com’era la Cina a quel tempo quando le varie nazioni del mondo conoscevano così poco l’una dell’altra”.
La Biblioteca ha inoltre creato un’immagine digitale della mappa da inserire online per ricercatori e studenti che studieranno fra qualche anno. La mappa è stata altresì la prima a riunire le due mappe d’Occidente e d’Oriente. In una dichiarazione, Ti Bin Zhang, primo segretario per gli affari culturali all’Ambasciata Cinese, ha detto che la mappa rappresenta “il momento del primo incontro fra Oriente e Occidente” ed è “un catalizzatore per il commercio” .
Che si sappia, in Cina, dove Ricci venne riverito e in seguito seppellito, non esistono altre  copie della mappa. Si conosce solo l’esistenza di alcune copie originali conservate nelle librerie del Vaticano e in Francia e Giappone.


Fonte:

Regione Marche

13 gennaio 2010