Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Missionario e grande 'comunicatore' in cina, secoli prima dell'era digitale

“Matteo Ricci: missione e ragione. Una biografia intellettuale” è il titolo di un libro presentato ieri a Milano nel convegno internazionale "La porta dell'amicizia". Per l’editore ‘Pimedit’, ne è autore padre Gianni Criveller, missionario del Pime a Hong Kong, studioso di Matteo Ricci di fama internazionale. Non solo ponte tra le civiltà cinese e occidentale di quattro secoli fa, il missionario gesuita fu soprattutto mediatore culturale ante litteram. Nell'introduzione al volume, padre Criveller scrive tra l’altro: “L’evangelizzatore Ricci riesce ad attuare la sua missione proprio in virtù della sua formazione culturale dove scienza, ragione e fede sono parte integranti di una visione unitaria e coerente del mondo. 
L’umanista e intellettuale si fa carico del compito di avvicinare mondi culturali e civiltà altre, ma legate da un dono che unisce tutte le creature razionali: la ragione. Il vangelo che lui annuncia è una novità assoluta, esso deve venire da fuori, deve essere portato da uno straniero perché il vangelo non è frutto della sapienza umana e del suo progresso. Ma la ragione, che come la fede ha origine nell’unico Signore del Cielo, è comune a tutti coloro che condividono lo stesso cielo: missione e ragione dunque, per rendere piena testimonianza al Signore del Cielo”. Ricci nutriva particolare fiducia nella forza dei libri che “dicono meglio che la bocca” e aggiungeva che "più si fa nella Cina con libri che con parole”.


Fonte:

MISNA

16 maggio 2010