Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Matteo Ricci e Xu Quanchi

Accanto al gesuita, l'emissione cita il letterato, scienziato e funzionario, uno dei primi cinesi a diventare cristiano

Un francobollo da 5 centesimi, e un altro da 3,30 euro, entrambi per il gesuita Matteo Ricci nel quarto centenario dalla scomparsa. Ma è soprattutto il primo che si fa notare, per il suo basso costo. “Si tratta -spiegano a «Vaccari news» dall'Ufficio filatelico e numismatico- di un valore di completamento utile per le Poste”, così da completare le affrancature. Lo stesso scopo, dunque, dell'analogo taglio uscito il 6 marzo 2008 nella serie dedicata alla Sistina, ed oggi esaurito.

Matteo Ricci nasce a Macerata nel 1552 da una nobile famiglia di speziali; entra nella Compagnia di Gesù dove compie gli studi filosofici e teologici a Roma, presso il Collegio romano, seguendo anche i corsi di matematica, astronomia, cartografia sotto la guida del famoso padre Cristoforo Clavio. In quegli anni scopre la vocazione missionaria e viene destinato all'Oriente, dove sarà considerato il pioniere delle missioni in Cina. Trascorre un primo periodo a Macao per apprendere la lingua e i costumi, anche perché il resto del Paese era proibito agli stranieri. Nel 1583 riesce a superare gli ostacoli e giunge a Pechino, accompagnato dalla fama di grande letterato e saggio occidentale. Inizialmente ricevuto con diffidenza, entra in seguito nel favore dell'imperatore, che gli concede il privilegio di aprire una chiesa. In virtù del suo amore e della profonda stima per il popolo e la cultura locali, alla sua morte nel 1610 riceve l'onore, impensabile per uno straniero, di essere sepolto nella capitale cinese.

I francobolli, come quelli italiani per Marco Polo dell'8 luglio 1954, hanno testo bilingue; sono prodotti in fogli da dieci e hanno come tiratura il limite massimo di duecentomila unità. Il taglio più basso riproduce il commemorato in compagnia del letterato, scienziato e funzionario Xu Quanchi, discepolo e amico di Ricci, uno dei primi cinesi divenuti cristiani. L'immagine è tratta dall'opera “Cina illustrata” di padre Athanasius Kircher (Amsterdam 1667). “La rappresentazione dei due insieme -viene sottolineato- è il modo più eloquente di testimoniare il grande merito di Ricci: il dialogo e l'amicizia fra l'Occidente e la Cina, fra la Chiesa e il popolo cinese”. Il secondo dentello riprende sostanzialmente la medesima immagine, concentrandosi però sul protagonista dell'emissione.


Fonte:

Vaccari

25 maggio 2010