Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Giovanni Allevi dal Papa con Sotto lo stesso Cielo

di Maria Stefania Bochicchio

Sotto lo stesso Cielo è una cantata per coro e orchestra che domani Giovanni Allevi consegnerà (come prima stesura) a Papa Benedetto XVI, in Vaticano. L'occasione è l'udienza speciale che si terrà alle ore 12 in Sala Nervi, per commemorare il IV Centenario dalla morte di Padre Matteo Ricci.

Sotto lo stesso Cielo - Cantata per Coro e Orchestra è stata scritta da Giovanni Allevi sia nelle parti musicali che nelle parti testuali. L'ispirazione è nata proprio dalla figura di Padre Matteo Ricci, il primo gesuita vissuto alla Corte dell'Imperatore cinese nei primi anni del 1600, un fine intellettuale e scienziato occidentale, oltre che religioso.
Da ciò è nato il testo di Sotto lo stesso cielo che racconta dell'amicizia e convivenza pacifica tra i popoli "uniti sotto lo stesso cielo".
Ecco come spiega (se mai fosse possibile spiegare davvero e con razionalità un'opera artistica) il componimento lo stesso Giovanni Allevi: "La struttura narrativa della Cantata per Soli, Coro e Orchestra opera uno spostamento ideale dal solo tradizionale contenuto teologico, basato sulla glorificazione di Dio, verso il concetto contemporaneo e globale di Pace Universale ed accettazione delle diversità multiculturali. Dal punto di vista musicale, convivono ritmiche contemporanee a fianco ad elaborati fugati in rigoroso contrappunto rinascimentale, dove l'intreccio delle voci miste del Coro e dei Solisti stanno ad evidenziare una ritrovata grazia e stupore per la danza cosmica universale e la celebrazione del suo Creatore. Il momento riflessivo è invece affidato ad una dolce ninna nanna portavoce di speranza e serenità per il bambino che sarà l'uomo del futuro, la cui melodia è volutamente costruita sulla scala pentatonica cinese, al fine di creare nell'opera il complessivo e simbolico ponte musicale tra Occidente e Oriente".
Da sottolineare, leggendo le parole di Giovanni Allevi, anche la matrice filosofica che contraddistingue la sua dichiarazione. Allevi si conferma poliedrico e chissà che questo componimento non inauguri un nuovo capitolo nella carriera musicale del pianista riccioluto.


Fonte:

FullSong.it

28 maggio 2010