Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


La storia di Matteo Ricci e i rapporti Prato-Cina scorrono sui monumenti

di Valentina Ceccatelli

L'iniziativa curata da Marco Limberti e Giancarlo Torri Videoproiezioni, mostra e un premio al corto migliore

"Se i pratesi non vanno dalla cultura, noi portiamo la cultura ai pratesi": le videoproiezioni sul Duomo, sulle mura di piazza di Santa Maria in Castello e sulla cinta muraria di via Pomeria ne sono la prova. L'iniziativa fa parte della celebrazione "Matteo Ricci: un ponte fra oriente e occidente".

Una celebrazione promossa da Associna, diocesi, associazione Matteo Ricci e istituzioni, curata da Marco Limberti, regista di Cenci in Cina, e Giancarlo Torri, curatore del montaggio del film e curatore ed ideatore artistico di "Multicultura multimediale", il concorso per giovani videomaker sul tema dell'integrazione. Il video che hanno creato per la celebrazione del gesuita di Macerata missionario in Cina, morto nel 1610 «è un collage di cortometraggi, cartoni animati, immagini tratte da documentari e saggi. C'è stato un contatto con scuole di cinema di Hong Kong e Shanghai - spiega Marco Limberti - che ci hanno permesso di usare alcuni spezzoni. Altre immagini le abbiamo prese da un corto di alcuni ragazzi del Datini: si sono uniti ragazzi cinesi ed italiani e l'hanno realizzato, rendendoci felici anche solo per questa interazione. Dobbiamo ringraziare anche Gjon Kolndrekaj, il regista del docufilm "Un gesuita nel regno del drago", per averci permesso di usare alcune sue immagini, e i pratesi che ospitano i proiettori in casa». Il video fonde tre flussi diversi: la storia di Matteo Ricci con la tradizione cinese e italiana, e la rappresentazione odierna dei due paesi. «Abbiamo deciso di proiettare questo video sui monumenti e per fonderlo con la città: non volevamo l'effetto cinema - aggiunge Giancarlo Torri - Inizialmente volevamo proiettarlo nel castello, ma poi Edoardo Nesi, assessore provinciale alla cultura, ci ha fatto notare che ci sarebbe andato solo chi era già interessato. Inondando la città con queste proiezioni possiamo dire che questa installazione sarà vista da 100.000 persone». Matteo Ricci è una figura importante non solo in Italia, ma anche in Cina: è uno dei pochissimi occidentali ad aver avuto l'onore di essere tumulato a Pechino, dopo essersi integrato quasi mimeticamente, «Ebbe anche un nome cinese: Li-Ma Dou», aggiunge Limberti. Oltre alle videoproiezioni, dalle 21 alle 24 di ogni sera, che finiranno il 5 giugno, nei locali della Provincia è stata organizzata una mostra dedicata al gesuita esploratore. Il 4 giugno si terrà la premiazione del corto migliore nella sala eventi della biblioteca Lazzerini, e i corti migliori saranno trasmessi sulla web-ip tv Filmaker Tv. «Sono arrivati molti corti: i ragazzi si divertono e imparano chi era Ricci. In futuro vorremmo farlo diventare un appuntamento annuale, scegliendo ogni anno un personaggio diverso. Chi ha detto che la cultura dev'essere noiosa?».


Fonte:

Il Tirreno

31 maggio 2010