Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Una porta aperta sulla Cina

di Gerolamo Fazzini

L'amicizia e il Vangelo sono stati il bastone di viaggio di p. Angelo Lazzaratto, missionario del Pime, che sulle orme di Matteo Ricci ha percorso il Celeste impero

«La porta dell’amicizia aperta da padre Matteo Ricci 400 anni fa ha permesso al messaggio evangelico di penetrare in profondità in Cina. Così si è espresso padre Angelo Lazzarotto, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) nella terra di Confucio nel suo commosso saluto ai partecipanti al convegno “La porta dell’amicizia”, promosso dal Centro missionario Pime di Milano il 15 maggio scorso.

«La maggior parte delle numerose commemorazioni che si svolgono quest’anno in onore di Matteo Ricci sottolineano il contributo davvero unico che egli diede in svariati campi della scienza e della tecnologia all’incontro e alla collaborazione fra popoli e civiltà diverse – ha proseguito il missionario. E questo è comprensibile, perché a parlare sono spesso studiosi non cristiani, che hanno difficoltà a comprendere le motivazioni profonde e spirituali di quest’uomo. Ma Ricci fu anzitutto un missionario appassionato di portare al popolo cinese la Buona Novella del Vangelo».

Il convegno, svoltosi lo scorso 15 maggio ha inteso onorare la memoria del grande gesuita marchigiano, a 400 anni dalla sua morte (11 maggio 1610), e celebrare contemporaneamente gli 85 anni di padre Lazzarotto, missionario di lungo corso, apprezzato sinologo, ma soprattutto – come Ricci – grande amico del popolo cinese.

Nel breve, ma intenso discorso che padre Lazzarotto ha pronunciato è possibile rintracciare non solo una chiave per l’interpretazione corretta dell’operato di Ricci (troppo spesso ridotto arbitrariamente a generico “mediatore culturale”), ma anche il segreto stesso dell’attività e della missione dell’ottuagenario missionario del Pime. Pure nel suo caso, infatti, una parte preponderante del servizio alla causa del Vangelo in Cina si è giocata nel tessere relazioni all’insegna dell’amicizia e della fiducia reciproca: sia con cattolici appartenenti a entrambe le comunità (ufficiale e sotterranea), fossero essi vescovi, preti quanto “semplici” laici, sia con parecchi studiosi cinesi, molto spesso non credenti.

Non è un caso che, nel suo intervento, padre Lazzarotto abbia citato uno di questi prestigiosi accademici a suffragio della motivazione essenzialmente missionaria ed evangelizzatrice che sta alla base della straordinaria avventura umana e culturale di Ricci in terra cinese. Ecco le parole di p. Lazzarotto: «È significativo che a ricordare quanto quella visione sia distorta o almeno incompleta (ovvero la visione che esclude le motivazioni spirituali di Ricci) abbia provveduto anche Zhuo Xin Ping, direttore dell’Istituto delle grandi religioni in seno all’Accademia Cinese delle Scienze sociali a Pechino. Il professor Zhuo, un non cristiano e quasi certamente anche membro del Partito Comunista Cinese, sottolinea infatti che è importante, oltre che mettere in luce l’esperienza umana e la preparazione umanistica di questo “messaggero venuto da lontano”, «cercare di penetrare nella profondità della sua anima, per capire la fede che lo animava e avere una visione piena della sua esperienza missionaria». Zhuo scrive tutto ciò nella prefazione all’edizione cinese di una interessante raccolta di citazioni tratte dalle lettere di Ricci, intitolata Un cristiano fra i cinesi (a cura di padre Antonio Sergianni).

Tanto a Ricci, quanto a padre Lazzarotto - che, per così dire, ne ha calcato le orme a quattro secoli di distanza – preme, su tutto, provare a incarnare il Vangelo nelle categorie culturali cinesi, renderlo accessibile al popolo dell’«impero di mezzo».
Tale sintonia profonda tra i due personaggi è stata sottolineata da tutti gli interventi dell’intenso pomeriggio, aperto da una magistrale lectio della professoressa Elisabetta Corsi, dell’università La Sapienza di Roma, seguito da un breve ma illuminante spaccato della situazione dell’evangelizzazione in Cina tracciato da mons. Jonhn Tong, da un anno vescovo di Hong Kong.

Il convegno è stato suggellato dalla presentazione di un corposo volume in onore di padre Lazzarotto, dal titolo Like a Candle. Stampato nella prestigiosa collana Monumenta Serica curata dai Verbiti del China-Zentrum di St. Augustin (Germania), il libro contiene saggi di numerosi e qualificati rappresentanti del mondo ecclesiale ed accademico sia europeo che cinese.


Fonte:

Citta' Nuova

2 giugno 2010