Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Il saluto di mons. Claudio Giuliodori al Santo Padre

In occasione dell’Udienza speciale concessa in occasione del IV Centenario di P. Matteo Ricci s.j. Vaticano, Aula Paolo VI - Sabato 29 maggio 2010

Beatissimo Padre,
siamo qui numerosi e festanti per ringraziarLa del dono che ci ha fatto concedendoci questa speciale udienza per ricordare la straordinaria figura e l’opera missionaria del gesuita maceratese P. Matteo Ricci. Sono presenti numerosi fedeli delle parrocchie, delle aggregazioni e delle scuole della Diocesi di Macerata - Tolentino - Recanati - Cingoli – Treia; rappresentanti delle altre Diocesi delle Marche, accompagnati dal Presidente, S. E. Mons. Luigi Conti, e dai vescovi della Conferenza Episcopale Marchigiana assieme al Presidente della Regione Marche, Dott. Gian Mario Spacca, e a molte autorità civili, militari e accademiche. Ci sono i gesuiti con il Superiore Generale della Compagnia di Gesù P. Adolfo Nicolás.
Le fanno corona, Santo Padre, i Pueri Cantores di Macerata che festeggiano i 50 anni della fondazione, i bambini della scuola San Giuseppe in rappresentanza di tanti studenti che hanno svolto stupende attività didattiche sulla figura di P. Matteo Ricci. Sono presenti i podisti che porteranno la Fiaccola della Pace che sarà accesa al termine di questo incontro. Partendo da Roma e passando per l’Aquila arriveranno nelle Marche per la 32a edizione del Pellegrinaggio Macerata - Loreto che si svolgerà il prossimo 12 giugno. Sono presenti i seminaristi del Seminario Regionale Pio XI di Ancona e quelli del Seminario Diocesano Missionario Redemptoris Mater di Macerata che, sull’esempio di P. Matteo Ricci, si preparano per viver il sacerdozio con una particolare apertura missionaria.
Stiamo celebrando in questi giorni i quattrocento anni della morte di P. Matteo Ricci. Era, infatti, l’11 maggio del 1610 quando a Pechino chiudeva gli occhi a questo mondo, dopo una vita spesa, senza risparmio di energie, per annunciare il Vangelo al grande popolo cinese, nell’epoca della dinastia Ming. Dotato di forte personalità, forgiato spiritualmente e intellettualmente nella fucina della Compagnia di Gesù, con i suoi confratelli e con l’aiuto dei primi cinesi convertiti, aprì la strada all’evangelizzazione della Cina, elaborando, come Vostra Santità ricordava nel messaggio inviatoci in apertura delle celebrazioni: “una metodologia scientifica e una strategia pastorale basate, da una parte, sul rispetto delle sane usanze del luogo che i neofiti cinesi non dovevano abbandonare quando abbracciavano la fede cristiana, e, dall’altra, sulla consapevolezza che la Rivelazione poteva ancor più valorizzarle e completarle”.
Sollecitati e sostenuti da questo Suo incoraggiamento, Santo Padre, in questi mesi sono state promosse numerose iniziative a livello locale, nazionale e internazionale: pubblicazioni, meeting, mostre in Vaticano, in Italia e in Cina, convegni, filmati, rappresentazioni teatrali, concorsi artistici e scolastici. In ogni parte del mondo la figura di P. Matteo Ricci è stata ricordata e continua a suscitare ammirazione e interesse per il suo metodo di confronto interculturale e di evangelizzazione. Per questo riteniamo che una conoscenza sempre più approfondita del modo davvero geniale con cui ha saputo affrontare complesse e delicate questioni teologiche, pastorali e culturali, possa aiutare gli uomini del nostro tempo a vivere meglio le sfide della globalizzazione, dell’incontro tra culture e civiltà, del dialogo interreligioso.
Ma in lui ammiriamo, soprattutto, l’ardore e lo slancio missionario che lo hanno portato a farsi cinese tra i cinesi, per annunciare e dimostrare attraverso le vie più diverse, della scienza, della filosofia, della cultura, che le attese e i desideri di ogni uomo, qualunque sia la sua storia e a qualunque civiltà appartenga, trovano compimento nell’incontro con Cristo.
La figura di P. Matteo Ricci è accompagnata, fin dai giorni della sua vita terrena, da una fama di santità che ci auguriamo possa essere pienamente riconosciuta, per rendere ancora più evidente l’opera straordinaria compiuta da Dio in lui e attraverso di lui.
Ci aiuti, Santo Padre, a seguirne le orme e ad essere degni di avere un così grande concittadino e maestro. Le assicuriamo la nostra filiale devozione e il costante ricordo nella preghiera mentre Le chiediamo il conforto della Sua parola e invochiamo la Sua paterna benedizione.


Fonte:

ChiesaMarche

3 giugno 2010