Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Inaugurata oggi a Nanchino la mostra "Matteo Ricci. Incontro di civiltà nella Cina dei Ming", terza tappa del programma espositivo della regione e del comitato celebrazioni ricciane

In mattinata la presentazione delle linee di cooperazione territoriale con la provincia di Jiangsu. Al tavolo tecnico della cultura cui ha partecipato il sindaco Carancini. Presentato l'Accordo per il progetto culturale "Percepire Jiangsu" e le iniziative che si svolgeranno a Macerata a fine giugno

Inaugurata oggi a Nanchino la mostra "Matteo Ricci. Incontro di civiltà nella Cina dei Ming" allestita al Nanjing Museum, terza tappa del programma espositivo promosso dalla Regione Marche e dal Comitato Celebrazioni Padre Matteo Ricci per 400 anni dalla morte del grande gesuita maceratese.

La mostra ha l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e i patrocini del Ministero per gli Affari Esteri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è curata da Filippo Mignini, direttore dell'Istituto Matteo Ricci per le relazioni con l'Oriente.

Presenti insieme al presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, al sindaco di Macerata Romano Carancini, al presidente della Provincia Franco Capponi, ed ai rappresentanti delle istituzioni e degli imprenditori della Marche, il console d'Italia Massimo Roscigno, il direttore dell'Istituto di Cultura italiana a Pechino Barbara Alighiero, il vice governatore della Provincia dello Jiangsu Shui Heping, il direttore del Nanjing Museum Huang Lu Min.

L'esposizione ricostruisce gli eventi e ripercorre le orme del grande marchigiano che fu il primo uomo che stabilì un solido ponte culturale fra Occidente e Cina, sul finire della dinastia Ming. Sarà ospitata presso il Nanjing Museum, uno dei più prestigiosi musei del Paese, fino al 25 luglio per poi passare a Macao, ultima tappa dell'itinerario espositivo per le celebrazioni ricciane in Cina

"La tappa di Nanchino - ha detto il curatore della mostra nella conferenza stampa che ha preceduto il taglio del nastro - è fondamentale nel percorso del gesuita nella Terra di Mezzo".

Qui egli insegna matematica e astronomia, collabora con i matematici dell'osservatorio astronomico all'interno del quale sono conservati meravigliosi strumenti astronomici che egli suppone fossero stati costruiti tre secoli prima per un'altra posizione, essendo tarati su una latitudine di 36° non corrispondente a quella di Nanchino.

La rassegna presenta una selezione di 200 opere, provenienti dalle maggiori Istituzioni museali italiane e cinesi e focalizza particolarmente gli aspetti legati alla permanenza a Nanchino del Ricci, accanto a quelli che sono stati comuni alle altre due tappe di Pechino e Shanghai.

Si possono ammirare documenti e strumenti scientifici che attestano la compiutezza e l'importanza degli innesti di conoscenze ed esperienze della civiltà europea in Cina: libri e manoscritti, tra cui l'Astronomicum caesareum di P. Apianus, il Theatrum orbis terrarum di Ortelio, una copia del quale Ricci regalò all'imperatore, la Humani corporis fabrica di Vesalio e la Biblia poliglotta di Anversa, insieme ad altre decine di preziose cinquecentine, rilegature artistiche, incisioni su rame e modelli in scala della Roma antica e rinascimentale, strumenti musicali, macchine leonardesche e dispositivi meccanici, congegni per la misura del tempo e dello spazio, nonché pezzi di arredamento tardo rinascimentali e i famosi arazzi su cartone di Raffaello, attualmente conservati presso la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, a ricostruire l'ambientazione tipica dei palazzi italiani di fine '500.

In mostra anche capolavori del Rinascimento italiano di Raffaello, Tiziano, Lotto, Barocci esposti per la prima volta esposti in Cina accanto a preziosi documenti dell'arte e della cultura dell'impero dei Ming.

Dopo la cerimonia e la visita alla mostra cui il curatore professor Mignini ha accompagnato i presenti, si è svolta una festosa esibizione degli sbandieratori della città di Sant'Elpidio molto apprezzata dal pubblico.


Fonte:

Padre Matteo Ricci

3 giugno 2010