Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


A Palazzo Buonaccorsi, mostra 'InOpera 2010. Sulle orme di Padre Matteo Ricci'

La Commissione Diocesana per le Celebrazioni del IV Centenario di p. Matteo Ricci hanno invitato agli artisti a riflettere sul tema dell’amicizia, così come fece il gesuita maceratese p.Matteo Ricci scrivendo nel 1596 l’opera De Amicitia.

Da questa iziativa scaturisce la rassegna espositiva InOpera 2010-Sulle orme di Padre Matteo Ricci che si svolgerà presso il Museo di Palazzo Buonaccorsi a Macerata dal 22 luglio al 12 settembre 2010.

La mostra è divisa in due sezioni. La prima è composta da 46 opere d’artisti accreditati e storicizzanti nel sistema dell’arte contemporanea, invitati a partecipare con una propria opera direttamente dal Comitato Scientifico presieduto dal direttore dei Musei Vaticani. La seconda, composta da più di una cinquantina d’opere, riunisce invece una selezione d’artisti contemporanei che sono aderiti liberamente e le cui opere sono state selezionate da un’apposita Commissione giudicatrice presieduta dallo stesso direttore Antonio Paolucci.

InOpera 2010-Sulle orme di Padre Matteo Ricci non presenta opere illustrative o didascaliche dei testi in esame, ma un’elaborazione personale alla ricerca di possibili corrispondenze e affinità con il testo ricciano. Si parte dalla premessa che ogni artista deve essere stato stimolato ad orientare la propria attività personale verso la ricerca di un’ originale sintesi fra vocazione artistica e tensione dialogica. Ed è per questo che ogni opera esposta può essere vista come il luogo del confronto fra due differenti istanze egualmente storicizzante nel trattato del gesuita maceratese: l’estraneità, come cifra della differenza, e l’ospitalità, come sua traduzione in un sistema di simboli e di rituali.

Dell’Amicitia è la prima opera scritta in lingua mandarina dal gesuita p. Matteo Ricci (Macerata 1552-Pechino 1610). Il testo è uno strumento essenziale per la conoscenza della cultura europea nella Cina dei Ming, ma è anche un trattato che indaga il carattere dinamico della relazione “io-tu”, la quale è forma e, ad un tempo, contenuto dell’amicizia fra le persone e fra le culture. Il tema dell’amicizia occupa un posto singolare nella cultura cinese, essendo uno dei vincoli sociali da cui dipendono il funzionamento della società e dello stato.

da Diocesi di Macerata
www.diocesimacerata.it

Questo è un Comunicato Stampa inviato il 14/07/2010 pubblicato sul giornale del 15/07/2010


Fonte:

Vivere Macerata

15 luglio 2010