Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


A Palazzo Buonaccorsi la mostra “InOpera 2010/Sulle orme di Matteo Ricci”

di Maurizio Verdenelli

Fino al 12 settembre in esposizione grandi opere di molti artisti, tra cui Dante Ferretti

Ci sarà anche un’anteprima di Dante Ferretti a Palazzo Buonaccorsi. Il due volte Premio Oscar maceratese ha infatti inviato una grande opera in carboncino “Ingresso alla Città Proibita” che ha preparato per l’ultimo film in preparazione di Martin Scorsese, di cui lui cura la scenografia al pari di tutte le altre precedenti fatiche del celebre regista italo-americano.
Con Ferretti ci sono pure Mario Sasso, il maestro riconosciuto della grafica televisiva (sua la sigla della celebre trasmissione ‘Non è mai troppo tardi’ che alfabetizzò l’Italia del dopoguerra) è presente con un’elaborazione elettronica, stampa su pvc ed acrilico “I petali sulla città”. Ed ancora Gino Marotta con il metacrilato “Nuovo Paradiso”, Walter Valentini, Giosetta Fioroni ed altre 41 grandi “firme”. Insieme con loro altri 55 artisti anch’essi di ottima fama che insieme con i primi (“invitati”) partecipano alla mostra/evento che, promossa dalla dicoesi maceratese, da questa sera fino al 12 settembre è ospitata al piano nobile di Palazzo Buonaccorsi: “InOPERA 2010”/Sulle orme di P.Matteo Ricci”.

Dice la curatrice, prof. Paola Ballesi che nelle auguste sale di Palazzo Buonaccorsi ha insegnato avendo diretto l’Accademia che nella ‘reggia’ maceratese era ospitata: “Si tratta di un’esposizione di valore europeo con oltre 100 opere sul tema dell’Amicizia: non poteva essere diversamente se si pensa al grande gesuita maceratese e al suo trattato che gli aprì le porte dell’ufficialità e della corte Ming che da due secoli dominava la Cina. Con un tale argomento, l’amicizia intendo, l’elitarismo che spesso permea una manifestazione artistica è stato messo felicemente all’angolo. Storicizzati e ‘giovani’, tutti insieme! E da parte di quest’ultimi, in concorso, prove davvero interessanti. Per gli artisti maceratesi non è certo facile emergere sul grande palcoscenico a parità di talento: la provincia è infatti penalizzante rispetto alla metropoli. Tuttavia stavolta il genio di Padre Matteo Ricci ha concesso questa chance e la qualità che abbiamo riscontrato è costante. La mostra –8 sezioni ognuna investigando sui diversi aspetti dell’amicizia- contiene con pari dignità le opere di mostri sacri e di emergenti. Concludo con un ringraziamento doveroso alla Fondazione Carima e a Macerata Musei nella persona della direttrice Alessandra Sfrappini. Un altro forte ‘grazie’ alla dott.ssa Elisa Mori e alla sua opera preziosa di coordinamento ed organizzazione”.

Con Paola Ballesi ed Elisa Mori ha curato la mostra ricciana -che vuole armonicamente essere dell’incipiente Sof una ‘vetrina’ sulle arti visive- anche il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci.
“Sarebbe dovuto essere questo pomeriggio all’inaugurazione –ha detto, dispiaciuto, il vescovo di Macerata- ma una richiesta improvvisa da parte della Presidenza della Repubblica ha ‘dirottato’ il prof. Paolucci a Torino”. Dice ancora mons. Claudio Giuliodori: “Tornando alla mostra, questa ben s’attaglia con il genio multiforme di PMR che introdusse in Cina la tecnica ad olio, donando due suoi grandi quadri (Madonna e Redentore) all’imperatore Wan Li. Il quale ne ebbe viva impressione. Si dice che la madre dell’imperatore, cui il figlio diede in custodia i quadri, si convertisse al Cristianesimo. Questo di palazzo Buonaccorsi è davvero un evento reso possibile solo grazie agli sforzi di realtà sensibili ai progetti culturali. Con la Diocesi hanno infatti collaborato: Fondazione Carima, Comitato promotore P.M. Ricci, Comune di Macerata, Provincia di Macerata, Regione Marche, Università degli Studi di Macerata, Camera di Commercio, Macerata Musei”.
“Sono giorni questi –aggiunge il vescovo- che non promettono niente di buono a proposito di finanziamenti pubblici considerato il ventilato azzeramento economico di tutti i Comitati, compreso quello nel nome di Matteo Ricci…”.

Passato l’anniversario ricciano, quale sarà secondo lei le possibilità che il ‘Leonardo cinese’ e cioè il gesuita maceratese, possa essere ancora convenientemente celebrato a Macerata? Lei è ottimista?
Monsignore si limita ad un atto di fede: “ La semina è stata ampia, non credo che non e ne coglieranno le opportunità lasciando cadere nell’oblio un nome tanto grande e gli scenari che dischiude. Penso anche in direzione dell’Università…”.
“Sulle orme di Padre Matteo Ricci” si sono messi intanto anche molti artisti maceratesi e marchigiani. Tra gli ‘invitati’ con Ferretti, Sasso, Marotta Valentini e Fioroni ci sono (cito a memoria) Silvio Craia, Sandro Piermarini, Roberto Stelluti, Oscar Piattella mentre tra gli artisti in concorso figurano (cito ancora a memoria) i già affermati Stefano Calisti, Carlo Iacomucci, Leonardo Cemak, Francesca Gentili, Giuseppe Bellesi, Sirio Bellucci, Eva Blaszak, Carlo Bruzzesi, Carlo Cecchi, Valeria Ciaffi Angelini, Renzo Tortelli e Luca Zampetti con un ritratto di Matteo Ricci dal taglio cinematografico che ricorda da vicino i personaggi di Sergio Leone, il ‘padre’ del western all’italiana.
“E’ una mostra che resterà a lungo ‘in cartellone’ accompagnando non solo il Sof ma tutta l’estate maceratese e che rilancerà, o meglio contribuirà a rilanciare la cultura maceratese” dichiara Paola Ballesi.

Macerata ha dunque necessità di essere rilanciata culturalmente, professoressa?
“E’ una domanda di tipo politico…epperò io dico che ci sono troppi centri decisionali, invece c’è necessità di una unica, grande concertazione sia di intelligenze sia di risorse per sfruttare al meglio le risorse dell’Atene delle Marche”
Padre Matteo Ricci sta mettendo tuttavia d’accordo tutti: non poteva essere diversamente per il grande diplomatico nato a Macerata che riuscì ad entrare nelle grazie perfino della blindatissima dinastia Ming. Vedere per credere: a palazzo Buonaccorsi fino a domenica 12 settembre da martedi a domenica (ore 10-18), eccetto il lunedì (ingresso gratuito la seconda domenica di ogni mese).


Fonte:

Cronache maceratesi

22 luglio 2010