Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Anche la Corea celebra il centenario ricciano: mostra a cura di Luigi Ricci

Matteo Ricci ha lasciato un’importante eredità anche nella cultura coreana attraverso la conoscenza personale e dell’opera del gesuita da parte di numerosi scienziati ed intellettuali coreani presenti alla corte imperiale cinese.
L’Istituto Italiano di Cultura di Seoul e l’Ambasciata d’Italia in Corea organizzano nel corso del 2010 diverse manifestazioni sulla figura di Matteo Ricci nel quarto centenario della sua morte, curata dal Comitato italo-coreano per le celebrazioni, copresieduto dall’Ambasciatore d’Italia Massimo Andrea Leggeri e dall’allora Presidente del Consiglio per l’Apostolato dei Laici di Corea, Prof. Thomas Han, oggi Ambasciatore di Corea presso la Santa Sede.
Le manifestazioni ricciane raggiungono la massima intensità nel mese di settembre 2010 con due convegni organizzati dal Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Dott. Lucio Izzo, presso le due più prestigiose università coreane.
Il primo in programma oggi, 9 settembre, presso il primo ateneo coreano, la Seoul National University, nell’edificio del Kyujanggak, gli Archivi di Stato coreani affidati alla SNU. Si tratta del convegno intitolato “L’eredita’ di Matteo Ricci e la Corea del tardo periodo Chosun” vedrà la partecipazione di studiosi di tutto il mondo e per l’Italia quella del Prof. Luigi Ricci, dell’Università di Macerata, del Prof. Maurizio Riotto, dell’Università Orientale di Napoli e dei professori Gaetano Dammacco e Francesco Losurdo dell’Università di Bari.
In occasione del convegno sarà, inoltre, esposta una preziosa carta geografica del 1703, tra quelle realizzate all’epoca dai cartografi coreani che copiarono le mappe realizzate da Ricci per l’imperatore Wan-Li traducendone le iscrizioni in coreano.
Nei giorni 16 e 17 settembre si terrà, presso la Sogang University, l’università dei Gesuiti e una delle piu’ prestigiose del Paese, un convegno dal titolo “Matteo Ricci: l’incontro culturale tra Oriente e Occidente – Passato e presente”. Nell’ambito di questo convegno sarà allestita una mostra di documenti e “memorabilia” ricciani con particolare riferimento anche alla sua influenza sulla cultura coreana a cura del prof. Luigi Ricci. Inoltre l’Istituto Italiano di Cultura organizza il giorno 17 un concerto di musiche con testi ricciani composti dal gesuita per la corte imperiale, interpretate dal soprano coreano So-eun Jeon accompagnata dalla pianista Elena Stamera.
Infine il 22 ottobre prossimo, presso la Sogang University, si terrà una conferenza dell’astrofisico italiano prof. Remo Ruffini, dal titolo “Matteo Ricci, Galileo, Xu Guangxi: messaggeri della cultura europea nel mondo occidentale”. Il programma dettagliato è nel sito delle celebrazioni ricciane www.padrematteoricci.it.


Fonte:

Cronache Maceratesi

9 settembre 2010