Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Treia: la città accoglie i ragazzi del progetto 'Agorà del Mediterraneo'


Il Mediterraneo è storicamente mare di incontro e confronto tra i popoli. Un mare che ha avuto, lo scorso mercoledì 15 settembre, il suo simbolico porto di fratellanza nel centro storico della città di Treia. Un “approdo” realizzato grazie all’impegno dei giovani delle parrocchie locali che hanno accolto, nel loro peregrinare spirituale, i loro coetanei del progetto «Agorà del Mediterraneo» del centro «Giovanni Paolo II» di Loreto.

Venticinque ragazzi provenienti da Europa, Africa e Asia (120 in totale presenti in Diocesi) che nella loro permanenza a Macerata hanno così fatto visita alle eccellenze della «Città del gioco del pallone col Bracciale», approfittando anche dell’opportunità di effettuare alcuni scambi proprio nell’arena del suggestivo e antico “sport”. Ad unire i giovani l’interesse e l’approfondimento dell’importante figura di Padre Matteo Ricci, in particolare nei confronti del processo di inculturazione iniziato in Oriente dal grande missionario maceratese.

"In questa settimana di interscambio culturale (dal 12 al 19 settembre), questi giovani rappresentanti delle opere pastorali del mediterraneo hanno toccato con mano la testimonianza cristiana presente nel mondo odierno – ha dichiarato Don Domenico Beneventi – vice direttore del Servizio nazionale della pastorale giovanile della Cei – grazie all’opera di Padre Matteo Ricci, il Mediterraneo ha simbolicamente oltrepassato le sue sponde coinvolgendo ragazzi della Mongolia, del Giappone e della Papua Nuova Guinea". A fare gli onori di casa, il sindaco Luigi Santalucia che ha guidato la delegazione nella scoperta della città treiese. Una visita che si è conclusa in uno dei luoghi più cari ai fedeli, il Santuario del Santissimo Crocifisso, nel sentito abbraccio ai Frati Minori. Ed è proprio il grande senso di ospitalità trovato nel maceratese ad aver colpito in particolare Don Beneventi: "E’ bello vedere come i giovani di questi luoghi siano veri protagonisti del loro vissuto – ha sostenuto il sacerdote – un segno di forte integrazione e di impegno nel voler bene al proprio territorio".

dal Comune di Treia
www.comune.treia.mc.it
Questo è un Comunicato Stampa inviato il 16/09/2010 pubblicato sul giornale del 17/09/2010


Fonte:

Vivere Macerata

16 settembre 2010