Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


"Matteo Ricci tra Vangelo e cultura"

“Matteo Ricci non fece grandi opere di conversione, ma preparò il terreno perché altri potessero poi coltivarlo”. Così Manlio Sodi, docente alla Pontificia Università Salesiana e direttore di “Rivista Liturgica”, ha parlato del missionario maceratese presentando Giovedì 23 Settembre a Bologna il numero monografico della rivista dedicato a “Matteo Ricci tra Vangelo e cultura” (Edizioni Messaggero Padova). “Nella problematica relativa all’incontro tra Vangelo e cultura – ha spiegato Sodi – si muove tutto ciò che rientra nel contesto dell’adattamento e soprattutto dell’inculturazione. In quest’ottica Vangelo e culto diventano speculari in ordine a un percorso di fede che ogni cultura è chiamata a realizzare senza dubbio con l’aiuto e il contributo di altre culture come sono quelle, già evangelizzate, dei missionari”. “Ci siamo fatti cinesi per guadagnare la Cina a Cristo”, scrisse Ricci, ed è proprio questa “la grande sfida – ha aggiunto Sodi – dell’adattamento e dell’integrazione che egli portò a compimento”. Quale lezione per l’oggi? “Un grande dispetto nei confronti della cultura e della religiosità di un popolo – ha risposto il docente – ricordando che l’annuncio del Vangelo non può mai risolversi in uno scontro ideologico. Al contrario, ciò che di vero è presente in ogni singola cultura costituisce la base su cui innestare un dialogo che si apra all’accoglienza reciproca”.

Pubblicato in www.agensir.it


Fonte:

Chiesa Marche

24 settembre 2010