Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Quattro mostre per ripercorrere la strada di Matteo Ricci: “Così portò l’Europa in Cina”

di Tommaso Venturini

Dopo 400 anni Padre Matteo Ricci ritorna in Cina. Dal prossimo 6 febbraio infatti partirà dal Capital Museum di Pechino il ciclo di mostre cinesi dedicate al personaggio maceratese più importante di tutti i tempi. L’anno per celebrare il quattro centenario dalla morte di Ricci si apre dunque con uno dei più importanti eventi realizzati per tenere viva la memoria del gesuita e per tenere unito, oggi più che mai, il filo diretto tra il pensiero occidentale e quello orientale, non più così lontano e imperscrutabile come un tempo.
La mostra Matteo Ricci. Incontro di civiltà nella Cina dei Ming, ricostruisce gli eventi e ripercorre le orme di Matteo Ricci in Cina per dare luogo a quello che poi è riuscito a compiere durante la sua permanenza nel suolo cinese, ovvero l’essere il ponte culturale tra l’Occidente e la Cina stessa, aprendo il Paese al mondo esterno sul finire della dinastia Ming.
Promossa e realizzata grazie all’impegno della Regione Marche sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e con il patrocinio del Ministero per gli Affari Esteri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la rassegna è curata dal professor Filippo Mignini, direttore dell’Istituto Matteo Ricci.
Come ribadito più volte dallo stesso Mignini il 2010 oltre ad essere l’anno delle celebrazioni per Macerata sarà l’anno per ricreare quel rapporto stretto, a livello culturale e non, tra il mondo occidentale e la Cina: dal 6 febbraio al 20 marzo sarà Pechino ad ospitare tale evento, mentre a partire dal 2 aprile fino al 23 maggio la mostra si sposterà a Shanghai.
Affascinante anche l’atmosfera che si respirerà a Nanchino dal 4 giugno al 25 luglio presso il Nanjing Museum, mentre è ancora da fissare la data dell’ultima tappa cinese di Ricci a Macao (sicuramente inizierà ad agosto e terminerà verso la fine del mese di settembre).
Non nasconde la sua soddisfazione Filippo Mignini, che da anni lavora per portare a compimento tale evento con dedizione ed impegno. “Ovviamente sono molto soddisfatto per essere riuscito, grazie all’aiuto di molte persone, a realizzare un progetto coltivato 4-5 anni fa e che fino a tempi recenti in molti pensavano fosse impossibile da portare a compimento. Pensare di passare da una a quattro mostre è un risultato molto positivo: nell’anno del quattro centenario dalla morte di Ricci riabilitiamo il discorso con la Cina troppe volte interrotto per varie cause”. L’obiettivo del ciclo di mostre è ben chiaro per il Direttore dell’Istituto Matteo Ricci.
“Diamo ampia visibilità a Ricci e alla Cina in un contesto totalmente nuovo, non impregnato da pregiudizi e maldicenze, ma basato su un interscambio interessante tra le due culture. La Mostra punta molto a ricostruire la storia di Ricci come risultato dell’incontro e dell’esperienza di un gruppo di intellettuali occidentali con intellettuali cinesi: vogliamo raccontare la storia in cui in modo paritetico hanno avuto importanza le influenze tra i due mondi”. Mignini sottolinea anche la funzione essenziale del ciclo di mostre in Cina.
“Per noi occidentali è importante avere nuovi strumenti come le traduzioni di tutte le opere cinesi di Ricci: è un risultato eccezionale che aiuterà tutti, dagli studiosi ai semplici curiosi, a rivedere la figura dell’uomo strano. Per noi è stato bello collaborare con tanti studiosi cinesi che ci aiuteranno nel prossimo futuro e con il quale vogliamo stabilire un rapporto di largo respiro nel lungo periodo. Per i cinesi invece sarà l’occasione per ritrovare un personaggio importante per la loro storia dalla nostra ottica attraverso tutte quelle componenti che secondo il nostro punto di vista sono determinanti per legare i due mondi”.
Mignini infine ringrazia la Regione Marche che è stata molto importante per il raggiungimento di questo obiettivo. “Sono stati determinanti per la riuscita del progetto: hanno creduto in primis di poter dare l’impulso decisivo per abbreviare i tempi ed avendo dei rapporti privilegiati con diverse realtà cinesi sono riusciti nel loro intento. Dobbiamo ringraziare le istituzioni che ci hanno dato la mano per raggiungere questo obiettivo”.


Fonte:

cronachemaceratesi.it

24 gennaio 2010