Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Inaugurata la mostra sulla cartografia antica della città

L'interesse del vice sindaco dello Xu-Hui per la città antica di padre Matteo Ricci

E' stata inaugurata ieri dal sindaco Romano Carancini e dal vice sindaco del distretto Xu-Hui di Shanghai Leng Xusheng in visita ufficiale alla città, la mostra "Macerata al tempo di padre Matteo Ricci", promossa dal Comitato per le Celebrazioni ricciane e dal Comune.
Presenti anche il prefetto Vittorio Piscitelli e il sub commissario della Provincia Tiziana Tombesi, insieme agli assessori comunali Irene Manzi e Stefania Monteverde ed ad un folto pubblico.
Dopo le parole di saluto del presidente del Comitato Adriano Ciaffi, che ha presentato l'iniziativa nell'ambito degli eventi programmati dal Comitato per celebrare i 400 anni della morte di padre Matteo Ricci, l'esposizione è stata illustrata dall'arch. Renzo Fusari alla cui collezione appartegono le antiche mappe esposte.
Si tratta di cartografie realizzate con tecnica di incisione che testimoniano l'assetto urbanistico della città nei secoli XVI e XVII . "A differenza delle altre città della Marca - ha detto Fusari - Macerata può vantare ben quattro cartografie differenti tra loro, che testimoniano la rapida trasformazione e sviluppo urbanistico che hanno interessato la città in quel periodo. Sono pochi gli abitati urbani che possono vantare in poco più di un secolo un così cospicuo numero di descrizioni figurative diverse tra loro."
In esposizione nove incisioni originali. Di particolare rilevanza una tavola, a stampa, poco nota, risalente ai primi del XVII secolo, in quanto prototipo di molte incise nei secoli successivi, ed una mappa che, sebbene pubblicata all'inizio del XVIII secolo rappresenta la città intorno alla metà del Cinquecento, ossia nel periodo strettamente pertinente l'infanzia di Padre Matteo Ricci. In questa è rilevabile il collegio dei Gesuiti dove Matteo Ricci iniziò la propria formazione culturale e religiosa e la chiesa di San Giovanni: ambedue le costruzioni furono successivamente demolite per essere ricostruite nel 1600 come le vediamo oggi.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni escluso il lunedì, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 19.30.


Fonte:

Padre Matteo Ricci

15 ottobre 2010