Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Napolitano: Presidente in Cina per riconoscimento ruolo Pechino nel mondo

Roma, 21 ott - Comincia domenica prossima 24 ottobre la visita di Stato in Cina del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il viaggio del Capo dello Stato (gia' in Cina nel 1984 in veste di dirigente dell'allora Pci) si concludera' sabato 30 ottobre e vedra' il Presidente fare tappa, oltre che a Pechino, a Shanghai, Macao, Hong Kong. I dettagli della visita sono stati illustrati oggi alla stampa dal direttore della Comunicazione del Quirinale, Pasquale Cascella, e dal nuovo consigliere diplomatico del Colle, ambasciatore Stefano Stefanini, gia' rappresentante permanente d'Italia presso la Nato, che dal primo ottobre ha preso il posto dell'ambasciatore Rocco Cangelosi.

La visita, spiega Stefanini ai giornalisti, ''ha due componenti. Innanzitutto il riconoscimento dell'importanza della Cina nel mondo, importanza sia per l'Italia che per l'Unione europea''. Il nostro Paese, sottolinea l'ambasciatore, di fronte a quella che e' la seconda economia del mondo sta svolgendo, fra l'altro, ''un ruolo propulsivo per lo sviluppo del dialogo tra l'Europa e la Cina''. In secondo luogo, il viaggio di Napolitano ''avviene in un momento in cui i rapporti tra Italia e Cina stanno crescendo''. In questo senso la visita del Capo dello Stato a Shanghai, rileva Stefanini, rappresenta una sorta di ''passaggio ideale tra l'Expo' 2010 in svolgimento nella citta' cinese e Milano, sede dell'Expo' 2015''.

Particolarmente significativa e' la tappa a Macao, al Museo della Arti per la visita alla mostra, organizzata dalla regione Marche, dedicata a Matteo Ricci. Padre gesuita, Ricci nacque a Macerata nel 1552 per morire a Pechino nel 1610. E' stato un matematico, cartografo ed esploratore italiano. La sua azione missionaria nel territorio cinese dal 1582 sino alla morte ha segnato la ripresa del cattolicesimo cinese, dopo le origini dell'attivita' della Chiesa cattolica in Cina con il francescano Giovanni da Montecorvino. Vissuto al tempo della Dinastia Ming, Ricci ha impresso un forte impulso all'azione evangelizzatrice ed e' riconosciuto come uno dei piu' grandi missionari della Cina. ''Per i cinesi - spiega Stefanini - Ricci e' una figura tuttora viva nella loro memoria ed e' considerato uno dei pochi che abbia capito il rapporto tra Est e Ovest. Ha fatto si' opera di cristianizzazione della Cina ma lo ha fatto alla cinese''.

Sul rispetto dei diritti civili in Cina, questione tornata di attualita' dopo l'assegnazione del premio Nobel per la pace al dissidente Liu Xiaobo, attualmente in carcere, Stefanini assicura che Napolitano, nei suoi incontri istituzionali, incoraggera' il paese di Pechino ad ''un approccio alle riforme ed al rafforzamento dello stato di diritto e del sistema giudiziario''. Il Presidente della Repubblica pero', chiarisce l'ambasciatore, ''non trattera' casi specifici''.

La visita di Napolitano, spiega invece Cascella, ''avviene a sei anni di distanza dal viaggio dell'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi'' e rappresenta ''il segno del rapporto abbastanza intenso'' che c'e' tra Italia e Cina. La visita, aggiunge Cascella, ''si intreccia poi con due ricorrenze storiche: i 400 anni dalla morte del gesuita Matteo Ricci e il quarantennale dell'avvio dei rapporti diplomatici tra i due paesi''.


Fonte:

ASCA

21 ottobre 2010