Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


L'orologio di Matteo Ricci al Padiglione Italia dell'expo di Shanghai.

Il meccanismo del Gorla è rientrato in questi giorni in città per una mostra a palazzo Buonaccorsi

E tornato in questi giorni a Macerata da Shanghai l'orologio meccanico che Matteo Ricci donò all'imperatore Wanli, nella ricostruzione fatta dal maestro orologiaio Alberto Gorla.

l'ex premier Romano Prodi con il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani ammirano l'orologio ricciano

Il meccanismo collocato all'ingresso del padiglione Italia nell'Expo Universale di Shanghai, ha attratto l'attenzione e la curiosità di migliaia di visitatori, tra cui numerose personalità, che da maggio ad oggi hanno ammirato l'allestimento italiano dell'Expò, che ha ospitato anche un'area Marche particolarmente apprezzata.
Un'operazione di immagine per la città di Macerata voluta dal Comune, in particolare dall'ex assessore Giovanni di Geronimo, resa possibile con il supporto del Comitato per le celebrazioni ricciane e grazie alla disponibilità del maestro Gorla.

Visitatori cinesi ammirano l'orologio ricciano

L'orologio ha simboleggiato quel ponte culturale tra l'Italia e la Cina, tra l'Occidente e l'Oriente che si deve all'opera del gesuita maceratese Matteo Ricci, nei 28 anni trascorsi in Cina. Il Ricci costruì l'orologio in Cina per donarlo all'imperatore Wanli che ne rimase affascinato, tanto da averlo voluto con sé nel palazzo imperiale, colpito dai rintocchi della "campana che suona da sola", incaricando lo stesso Ricci di provvedere al suo funzionamento.
La riproduzione realizzata dal Gorla è in ferro forgiato a mano ed ha una suoneria di ore e quarti. Ha tre treni: del tempo, della suoneria dell'ora e della suoneria dei quarti ed ha un funzionamento molto delicato con bilancina che aziona la trazione dei pesi.
L'orologio sarà esposto nuovamente in città a fine mese, nella mostra conclusiva dell'anno ricciano che si terrà a fine novembre a Palazzo Buonaccorsi, curata dal prof. Filippo Mignini per conto del Comitato celebrazioni del IV centenario.


Fonte:

Padre Matteo Ricci

19 ottobre 2010