Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Anno Culturale della Cina in Italia: eventi a Napoli

di Alessandra Ronza

L’Anno Culturale della Cina è una rassegna volta a promuovere la conoscenza della cultura del Paese asiatico in Italia.

NAPOLI. L’iniziativa si colloca in un momento di grande vitalità nella storia dei rapporti fra le due nazioni. Il 6 novembre 2010 Italia e Cina hanno festeggiato infatti 40 anni di relazioni diplomatiche. Previsto un centinaio di eventi di carattere culturale, ma anche economico-commerciale, educativo, tecnico-scientifico, ambientale e turistico, che si sono svolti e si svolgeranno a Roma, Milano, Torino, Napoli, Firenze, ed altre realtà territoriali gemellate con la Cina. Il programma ufficiale coinvolge 9 dipartimenti governativi cinesi, 22 enti e autorità locali, oltre ai ministeri degli esteri, della cultura, dell’istruzione, dello sviluppo scientifico, l’ente nazionale del turismo. Tra gli eventi previsti, per questo gemellaggio, ci sarà la più importante festa cinese: “La festa di primavera” o “Capodanno Cinese”.

Il 2 e 3 febbraio il Comune di Napoli ha organizzato due giornate ricche di eventi. Tra le iniziative in programma: il 2 febbraio un convegno all'Università “L'Orientale” sui rapporti economici e culturali Cina-Napoli, l'illuminazione della facciata di Castel dell'Ovo ed il grande spettacolo dei fuochi d'artificio a mare; mercoledì 3 in Piazza Plebiscito è prevista invece la grande manifestazione dei draghi e leoni. In Cina i cittadini iniziano i preparativi già dieci giorni prima della festa.

Il giorno 23 dell'ultimo mese del calendario lunare viene nominato “Piccola Festa”, ed è il momento in cui si realizzano le ultime pulizie e gli ultimi addobbi domestici per trascorrere la festa del capodanno in ambiente il più accogliente possibile. La casa viene addobbata con dei festoni chiamati “Chuanghua”, letteralmente origami tradizionali in carta di riso, che vogliono essere un biglietto d'addio per congedare l'anno passato e un biglietto di benvenuto per accogliere con gioia e speranza l'anno nuovo. Un altro tipo di addobbi simili sono gli Chunlian e i “Nianhua”.

All'approssimarsi della festa i nuovi Chunlian e Nianhua vengono appesi ai lati delle porte di ogni casa, sia esternamente che internamente, per dare a tutti l'augurio di un nuovo anno di prosperità. Alla vigilia del capodanno si mangia il “Niangao”, una torta di riso al vapore che non può mancare sulla tavola di ogni famiglia durante i giorni della festa. Si preparano tutti i piatti tipici di capodanno e si appendono le famose lanterne rosse. La festa viene aperta dal fragore dei fuochi d'artificio. Questa usanza proviene da un'antica leggenda cinese seconda la quale lo scoppio dei fuochi allontana il demone “Nian” e garantisce la sicurezza della popolazioni. Altro piatto immancabile sono i ravioli. Il cenone è il momento più intenso di tutta la festa, tutti i familiari si siedono a tavola godendosi mille piatti squisiti in un'atmosfera intima e calorosa.

Nei primi giorni dell'anno nuovo, la festa si fa formale, ci si veste in modo elegante e ci si scambia auguri e regali con parenti ed amici. I giovani porgono gli auguri ai più anziani e in cambio ricevono del denaro, presentato all'interno di bustine rosse. L'omaggio ha sia una valenza economica che vuole garantire ai giovani e ai bambini serenità per tutto l'anno, oltre a voler essere di buon auspicio.


Fonte:

Pupia

1 febbraio 2010