Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Li Keqiang, la via cinese al nuovo modello sociale

L’attenzione alla democrazia interna, su cui lo stesso Hu Jintao ha puntato i riflettori accreditando l’ipotesi di future elezioni (comunque interne al Partito) per scegliere la guida del Paese, dovrebbe essere “garantita” da Li Keqiang, il probabile successore di Wen Jiabao alla carica di primo ministro.

Nonostante abbia trascorso gran parte del suo tempo tra le comunità rurali cinesi, Li Keqiang è considerato l'erede di Hu Jintao, con cui ha stretti legami. Nato nel 1955 nella provincia dell'Anhui, ha studiato legge a Pechino. Rispetto all'attuale dirigenza di tecnocrati, Li Keqiang si distingue per il suo curriculum più umanista. Ha aderito al partito nel 1976, entrando nella Lega della gioventù comunista (lo stesso carrozzone politico, guarda caso, di Hu Jintao). LA VIA DEL CONSUMO INTERNO. Nel 2004 è diventato segretario del partito nella provincia nord orientale di Liaoning, che ha rivitalizzato con riforme economiche e attenzione al controllo dei prezzi. In un discorso tenuto lo scorso febbraio, ha detto che la Cina ha bisogno di modificare la propria struttura economica per incrementare il consumo interno, un altro dei temi cruciali della transizione politica del prossimo decennio. Ma si è anche distinto per gli appassionati interventi sul cambiamento climatico alle conferenze internazionali. Una cosa per cui potrebbe incontrare l'approvazione del neo (ri)eletto presidente americano Barack Obama.

08/11/2012