Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Sembra che riparta il dragone, dati durante il Congresso

Il Dragone riparte. Annunciando oggi dati positivi sull’andamento delle esportazioni, dopo quelli dello stesso segno sull’inflazione e la produzione industriale, i responsabili dell’economia cinese hanno sostenuto che la crescita della seconda economia del mondo è ripresa e che l’obiettivo per il 2012 è quello di un tasso superiore al 7,5%.

La serie di dati confortanti arriva al momento giusto, quando il Partito Comunista Cinese (Pcc) è impegnato in un difficile Congresso, il 18/mo, che deve dare il via al ricambio dei vertici dopo i dieci anni nei quali il Partito e il Paese sono stati guidati dal presidente Hu Jintao e dal premier Wen Jiabao. Zhang Ping, capo della potente Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme (Ndrc nella sigla inglese), parlando coi i giornalisti in una pausa dei lavori del Congresso si è detto “fiducioso” sul superamento della soglia del 7.5% come tasso di crescita per l’ anno in corso. Nella sua relazione al Congresso Hu – che la prossima settimana lascerà al suo successore designato Xi Jinping la carica di segretario generale del Pcc – ha affermato che il Paese raddoppierà il suo Prodotto interno lordo e il reddito medio dei suoi cittadini entro il 2020. Hu ha aggiunto che, dopo l’ impetuosa crescita economica degli anni passati, lo sviluppo dovrà essere “molto più equilibrato, coordinato e sostenibile”. Zhang Ping ha sottolineato che “segni di stabilizzazione dell’ economia sono diventati evidenti in ottobre”, aggiungendo che non per questo la Cina deve “abbassare la propria guardia”. Secondo i dati diffusi oggi dall’Ufficio centrale di statistica di Pechino, il mese scorso le esportazioni cinesi sono cresciute dell’11,6% (175,6 miliardi di dollari) mentre le importazioni sono aumentate solo del 2,4% (143,6 miliardi). Di conseguenza, l’ avanzo commerciale della Cina è aumentato raggiungendo i 32 miliardi di dollari, rispetto ai 27,7 di settembre. Commentando questi dati in una conferenza stampa, il ministro del commercio Chen Deming ha lanciato un attacco agli Stati Uniti, accusandoli di aver dato prova di avere “una mentalità da guerra fredda”, accusando due grandi imprese cinesi di telecomunicazioni, la Huawei e la Zte, di rappresentare “un pericolo per la sicurezza” degli Usa a causa dei loro legami col governo di Pechino. “Vi immaginate se la Cina cominciasse a chiedere a tutte le imprese americane dei loro legami col Partito Democratico o con quello repubblicano? Sarebbe un macello”, ha affermato Chen. Ieri era stato annunciato il rallentamento dell’ inflazione – che è stata in ottobre la più bassa degli ultimi due anni, con una crescita dell’ 1,7% – e una crescita del 9,6% della produzione industriale. Gli economisti gettano acqua sul fuoco degli entusiasmi, sottolineando che la “ripresina” è stata innescata dall’ennesimo intervento espansivo del governo, che ha ordinato alle banche statali di allargare i cordoni del credito e ricordano che l’ inflazione “vera” – quella che sentono le famiglie, non quella registrata da un “paniere” considerato antiquato – è ben più alta di quella nominale.

10/11/2013


Fonte:

ANSA

15 aprile 2013