Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Una statua per padre Ricci sorgerà in piazza S. Giovanni

L'opera è stata commissionata allo scultore Cecco Bonanotte. Sarà di bronzo dorato e alta tre metri, poggerà su una base di marmo

MMatteo Ricciacerata - Una statua che sia il segno della grandezza di Padre Matteo Ricci, uno dei figli più illustri di Macerata. E non è un caso, tanto per dare un’idea della sua popolarità all’estero e ovviamente in Cina, che la rivista Life l’abbia inserito tra le 100 personalità più importanti del secondo millennio.

Il progetto della statua sta prendendo sempre più piede e sta coinvolgendo sempre più attori. In città già s’incomincia a parlare di questo grande monumento su uno dei personaggi del momento, quest’anno ricorrono i quattrocento anni della morte di Padre Matteo Ricci ed è un fiorire di incontri, convegni, mostre per illustrare l’opera che, tra l’altro, ha avuto tra i suoi estimatori anche Papa Giovanni Paolo II.

L’opera è stata commissionata a Cecco Bonanotte, noto scultore portorecanatese, che ha già realizzato delle tavole della statua che dovrà essere installata in piazza Vittorio Veneto, difronte alla biblioteca comunale. Il monumento ha una lunghezza tra i 6 - 7 metri e un’altezza tra i 2 - 3 metri. La base sarà di marmo, una scelta che ben si sposa con la chiesa di San Giovanni, e la statua sarà in bronzo. Previste anche delle pergamene di bronzo dorato.

Insomma, si tratta di un grande progetto, come merita un grande personaggio che fa onore a Macerata. Al momento mancano ancora alcuni tasselli perché si possa passare alla fase realizzativa, prima del «via» occorre che siano a disposizione tutte le risorse.

Il vescovo Claudio Giuliodori si sta impegnando in prima persona perché Macerata abbia questa statua entro l’anno e sta coinvolgendo molte realtà locali. La Fondazione Carima ha dato la propria disponibilità, come ha fatto in passato per altre città della provincia, ma sembra che ci siano risposte più che positive anche da Comune e Provincia. Non è pensabile che la Regione chiuda la porta per un contributo per la statua che celebri la grandezza di un marchigiano del quale il presidente Spacca ha esaltato recentemente le doti.

Spazio ai grandi della provincia. La scelta dello scultore va in questa direzione: il portorecanatese Cecco Bonanotte ha esposto nelle più grandi città del mondo, ha lavorato per i Musei Vaticani, le sue opere sono conservate nella Galleria degli Uffizi, il Senato francese gli ha commissionato un portale in bronzo per il Musée de Luxembourg a Parigi, inaugurato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Insomma un artista ai massimi livelli.

E intanto ha cambiato ancora volto Corso della Repubblica con una scritta che prende tutta la facciata della chiesa di San Filippo, dove sono in corso i lavori di ristrutturazione. Sue due lati ci sono una grande mappa, in cui si ripercorre il cammino di Padre Matteo Ricci, e il mappamondo, quasi in grandezza naturale di quello realizzato dal gesuita maceratese ora conservato nel museo di Nanchino.

Inoltre c’è la grande scritta 'A maggior gloria di Dio' che richiama anche il titolo dello Sferisterio Opera Festival. La città si sta preparando a celebrare questo suo grande figlio con una serie di manifestazioni: convegni, spettacoli in Arena. La statua sarà un segnale che ogni giorno ricorderà questi momenti e la figura di Padre Matteo Ricci.


Fonte:

Il Resto del Carlino

18 febbraio 2010