Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Mostra della meravigliosa mappa di Matteo Ricci


E’ in mostra fino al 10 aprile a Washington, presso la Library of Congress, la meravigliosa mappa che Matteo Ricci realizzò in Cina nel 1602 (ne fece diverse edizioni).
E’ una mappa che ha fatto epoca. E’ il simbolo dell’opera di Matteo Ricci, il gesuita marchigiano meno famoso ma sicuramente più importante di Marco Polo nei rapporti tra Europa e Cina.
E’ stata acquistata ad ottobre dal James Ford Bell Trust per un milione di dollari (seconda mappa più costosa di sempre). Ne esistono 7 esemplari originali e solo due in buone condizioni (è stata disegnata su carta di riso!).
E’ nella mostra di Washington dedicata alle origini dell’America perché è la prima carta in cinese che mostra l’America. Ma la mappa è famosa perché presenta la Cina al centro del mondo (ma c’è chi fa giustamente notare che è una falsa convinzione) ed è interessante che sia in mostra negli Stati Uniti proprio ora che si parla di G2 Usa-Cina o di possibile secolo asiatico-cinese dopo quello americano.
Matteo Ricci ha un’importanza straordinaria nella storia dei rapporti tra occidente e Cina e con questa mappa cambiò la percezione del mondo da parte dei cinesi. Fino ad allora nel loro immaginario il mondo civilizzato coincideva con la Cina. Il resto erano barbari. Ricci con la sua compenetrazione della civiltà cinese e con la sua mappa dimostrò che la Cina era solo una delle civiltà esistenti, anche se ovviamente centrale nella visione cinese. A questo proposito è da non perdere la lettura dell’articolo di Francesco Sisci “L’italiano che inventò la Cina”.