Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Caldarola: suggestivo spettacolo in due atti per musica, immagine e parola

Sabato 27 febbraio alle ore 21,30 al Teatro Comunale di Caldarola, suggestivo spettacolo in due atti per musica, immagine e parola.
Sul palco si intrecceranno in un viaggio immaginario le raffinate note del gruppo di ricerca musicale Ogam, le visioni grafiche dell’artista Jerry Di Tullio e le narrazioni di Gianfranco Borgani e Cesare Catà.
I due atti racconteranno di leggende e storie del territorio marchigiano quali quelle della Regina Sibilla e del suo regno fatato e dell’incredibile viaggio del corpo e dell’anima di Padre Matteo Ricci.
Nella prima parte, quella dedicata alle leggende dei Monti Sibillini, gli Ogam racconteranno in musica le vicende del Guerin Meschino nell’antro della Sibilla, mentre il filosofo e scrittore Catà ne narrerà le suggestioni letterarie.
Nella seconda parte ad accompagnare la musica del quartetto saranno le parole di Matteo Ricci, scelte e lette da Gianfranco Borgani, studioso ricciano. L’occasione dell’approfondimento su Matteo Ricci capita non a caso a Caldarola, perché la città, da giugno sarà protagonista delle celebrazioni del gesuita maceratese con la mostra Le Marche e l’Oriente – storia di un ponte culturale da Matteo Ricci a Giuseppe Tucci.
Lo spettacolo di Caldarola sarà l’ occasione per lasciarsi trasportare dal vortice emotivo creato dalle sonorità degli Ogam, formazione musicale che festeggia il 22° anniversario d’attività, e che vede inalterato, fin dall’origine, il suo organico: Luciano Monceri (chitarre, arpa celtica, violoncello mongolo); Maurizio Serafini (cornamuse, flauti etnici, bombarde e didjeridoo); Angelo Casagrande (violoncello, percussioni arabe ed orientali) e Simone Cicconi (tastiere e campionamenti).