Dialogo è accettare l'altro come è e come egli stesso si definisce e si presenta a noi, di non cessare di essere se stessi mentre ci si confronta con il diverso, di essere consapevoli che la nostra identità esce arricchita e non sminuita da chi di questa identità non accetta alcuni elementi, magari anche quelli che noi riteniamo fondamentali. La riconciliazione è possibile, tra i cristiani e nella compagnia degli uomini. (Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose)


Matteo Ricci, primo missionario in Cina, all'Expo di Shangai

"Tutti in Cina conoscono Matteo Ricci che, insieme a Marco Polo, è l'unico italiano presente nel monumento del millennio di Pechino" ha sottolineato oggi monsignor Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, presidente della Commissione episcopale Cei per la cultura e le comunicazioni sociali, presentando nella sede della Radio Vaticana i due convegni internazionali dedicati al gesuita maceratese, primo missionario in Cina - che si fece ‘cinese tra i cinesi’ - nel contesto della prossima Expo di Shangai, in coincidenza con il 400° anniversario della morte. "Il padiglione d'ingresso dell'Italia richiamerà la figura di padre Matteo Ricci, che sarà un po' il testimonial del nostro paese" ha aggiunto il vescovo che alla Radio Vaticana ha detto tra l’altro: “Padre Matteo Ricci ha spalancato la possibilità di dialogo e di incontro tra l’Occidente e l’Oriente: sono due convegni di alto profilo teologico e culturale proprio per l’attualità del pensiero di Ricci che merita grande attenzione….Credo che nel suo messaggio non c’è solo qualche cosa che riguarda il passato ma c’è un seme fecondo per il futuro. Quindi recuperarne la memoria e scoprirne l’attualità significa avere risorse e chances anche per il futuro nel dialogo tra Occidente e Oriente”. Per iniziativa della Diocesi di Macerata, della Curia generalizia dei gesuiti e della Congregazione vaticana per le cause dei santi è di recente ripreso il processo di beatificazione di Matteo Ricci che negli anni passati aveva subito una pausa. In particolare, nei mesi scorsi si è conclusa la fase diocesana del processo ed è stata costituita una commissione storica incaricata di integrare la documentazione finora raccolta con altri studi e testimonianze.


Fonte:

MISNA

1 marzo 2010